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L’inverno a tavola
21/07/2005 - Pino Zammataro
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Una dieta corretta ed equilibrata può essere un valido aiuto contro i più comuni disturbi di stagione

Consumare verdura e frutta di stagione è oramai un’idea abbastanza assodata, anche se ancora poco praticata, dell’alimentazione naturale. Ma quando si cerca di spiegare perché rinunciare alle squisite melanzane o ai pomodori in pieno inverno, non si riesce ad andare oltre alle motivazioni di ordine ecologico e ambientale.

Un riferimento molto utile a questo riguardo può venire dalla Medicina Tradizionale Cinese, che identifica per ogni stagione gli alimenti più indicati secondo il sapore, il colore, la forma, la vitalità, l'effetto termico che esercitano una volta ingeriti e altri modificazioni che possono produrre sul nostro corpo singolarmente o combinati tra loro. Per quanto riguarda la stagione in corso, dal punto di vista organico, l’energia dell’inverno è associata ai reni, agli ormoni sessuali, quindi alla libido e alla forza riproduttiva. È la stagione in cui questi organi yang, pieni, compatti, sono più tonici e allo stesso tempo maggiormente sollecitati. Si ha quindi bisogno di maggior calore per contrastare i rigori invernali e sono proprio i reni a fornire l’energia per produrre questo surplus di calore. Ecco perché è necessario fare di tutto per evitare di mettere sotto sforzo questi organi. Quindi evitare eccessi di alimenti liquidi, così come di cibi solidi, soprattutto quando sono assunti a temperatura molto al di sotto di quella metabolica (37-38 °C). 

Per lo stesso motivo sono da evitare le bevande gassate, il pane comune e più in generale i prodotti da forno fermentati con lievito di birra. Questo perché tutto ciò che determina una “espansione” dei reni ostacola la produzione di calore. Il freddo penetra più facilmente nell’organismo e produrre calore e distribuirlo diventa ancora più difficoltoso. Altri alimenti da evitare in inverno perché favoriscono il raffreddamento del corpo sono: latte e derivati (yogurth in particolare), zuccheri semplici (zucchero e dolcificanti vari, miele, malto, sciroppo d’acero o d’agave, ecc.), frutta acquosa (e gli agrumi in particolare), succhi e centrifugati di frutta, verdura, alcolici, grassi generale, tofu, pomodoro (anche in salsa, naturalmente) e tutti i vegetali contenenti un eccesso di potassio (solanacee, frutta tropicale), caffè, insalate e crudità in generale, e fra i cereali grano e farro. Eliminando le bevande e i cibi e sopra citati, coloro che sono particolarmente freddolosi, potrebbero fare scoperte interessanti circa le proprie capacità d’adattamento all’inverno e forse evitare o quanto meno superare con più facilità gran parte dei tipici malanni stagionali, disturbi respiratori, articolari, geloni. 

Perché non provare? E’ sufficiente correggere la propria dieta, utilizzare sistemi di cottura più adatti alla stagione e, se necessario, ricorrere a qualche alimento specifico come: zenzero, radice di loto, foglie di cavolo, cipolla, miso, tamari, tekka, té, kuzu, prugna umeboshi, fagioli azuki. Tutti gli alimenti andrebbero ben cotti, e possibilmente stufati lentamente in un tegame di coccio o di ghisa. In questo modo sono deliziosi, di facile assimilazione e particolarmente raccomandati a chi ha bisogno di rinforzare il sistema digestivo. Anche la cottura al forno e le fritture (senza uovo), sono molto calorifiche, a patto di non esagerare. Anzi per aiutare il fegato e la vescicola biliare si può abbinare alla frittura qualche alimento “acido”, come: crauti, in salatini o una salsa all’umeboshi. Zuppa è meglio Il piatto sovrano in questo periodo dovrebbe essere la zuppa e il minestrone di verdure, legumi o cereali (evitare l’associazione cereali in chicchi-legumi nella stessa zuppa, per evitare inutili complicazioni digestive), in tutte le varianti possibili, riscaldano, sono molto nutrienti e di facile assimilazione, e infine forniscono un buon apporto di liquidi che poi aiuta a ridurre il bisogno di altre bevande. I cereali più indicati in questa stagione sono quelli che si possono consumare a chicchi interi: riso tondo, miglio, grano saraceno, avena, quinoa.
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