Terra Nuova
HomeHome   giovedì 2 settembre 2010 - 18.38.54
Cerca nel sito  
Articoli
 
Abbonamento e acquisti libri on-line...
Il compost dei Templari
09/12/2006 - Eduardo Montoya
Indietro Invia l'articolo ad un amico ... Stampa ...
(7820 letture)
Ci sono numerosi modi di compostare la sostanza organica, quello ideato da Jean Pean è particolarmente indicato per utilizzare le ramaglie del sottobosco
Tra le numerose conoscenze tramandateci da Jean Pain (vedi L’orto senz’acqua, Aam Terra Nuova, settembre 2004), vi è anche un interessante metodo di compostaggio, denominato il “compost dei Templari”. E’ difficile in che modo i templari abbiano scoperto le qualità eccezionali dell’humus vivus, ma è molto probabile che sia stato un percorso simile a quella di Fukuoka, Hazelip, Mollison e dello stesso Jean Pain. Tutta gente, un po’ monaca un po’ guerriera, che grazie alla grande capacità d’ascolto, ha saputo prendere insegnamento da quello che avviene in natura. I Templari devono aver intuito, al di là dei processi biologici a loro sconosciuti, l’importanza dell’humus per la fertilità del terreno. “Dobbiamo fare il nostro meglio - sosteneva Jean Pain - per mettere in pratica gli insegnamenti del bosco. La terra si nutre soprattutto di materia vegetale. Quando essa è verde è ancora viva. E così che dovremmo usarla se possibile, per preparare il compost. Restituendo a un terreno, povero e esausto che sia, questa sostanza compostata, esso ridiventerà fertile e adatto alla coltivazione. Dal più piccolo filo di paglia alla gigantesca sequoia, tutte le piante si trasformano in humus. Il compost ottenuto dal sottobosco apporta al terreno allo stesso tempo nutrimento e struttura. L’alimento fondamentale del suolo è l’humus vivo”. Materia prima Quando Jean Pain sfoltiva il sottobosco, per proteggerlo dagli incendi, raccoglieva la grande varietà di specie arboree ed erbacee che costituisce la straordinaria biodiversità della macchia mediterranea.: leccio, pino, erica, timo, rosmarino, lavanda, santoreggia, scopa, ginepro, lentisco, ginestrone, filaria, diverse varietà di euforbia (Buxacease), ginepro fenicio, felci, dafne, ruta, salsapariglia, ecc. Il segreto del suo compost è tutto qui. Un processo che non fa altro che accelerare quello che avviene in natura, mettendo così in pratica uno dei principi fondamentali della permacultura. C’è solo una restrizione: il diametro dei rami non deve sorpassare gli 8 mm.Questo significa che si utilizzeranno per il compost solo rami e rametti, che fra l’altro sono più teneri e meno legnosi e dunque si decompongono prima. Ricordiamo che l’intento della pulizia del bosco non è quello di ridurre la “cintura verde”, ma di farla meno densa e quindi meno soggetto agli incendi. Ammollo È essenziale che tutta la materia organica destinata al compost venga ben impregnata d’acqua. A questo scopo, Jean Pain suggerisce di utilizzare una grande vasca, al cui interno si può mettere a bagno il materiale decespugliato, zavorrando la superficie con grandi pietre. Poi si riempie il tutto d’acqua e si lascia a bagno per uno o più giorni, secondo il diametro dei rami più grandi. Quindi si estrae il materiale (i residui vegetali debbono essere ben impregnati d’acqua in profondità, non semplicemente umidi!), si scola molto bene (sopra la vasca per risparmiare acqua) e si comincia a ammucchiare il materiale per terra, pressandolo bene con il forcone. Il cumulo Per iniziare ad allestire un cumulo è necessario avere a disposizione circa 4 metri cubi di residui vegetali (è questo è il volume minimo per assicurare al compost un’adeguata fermentazione), da cui dopo circa 111 giorni, si ottengono circa due tonnellate di compost. Dopo tre settimane, quando quello che Jean Pean chiama il “primo cumulo” risulta notevolmente ridotto di volume, si può iniziare il compostaggio vero e proprio. Con il forcone, tenendo i denti rivolti in giù, si batte il bordo del cumulo dall’alto verso il basso, quasi si trattasse di “cardare”, spezzettando ulteriormente i residui vegetali che a questo punto hanno decisamente cambiato aspetto: hanno assunto una colorazione marrone, un odore acidulo e al contatto con le mani risultano leggermente tiepidi, segno che la fermentazione è cominciata. Siamo così arrivati alla fase più importante del processo di compostaggio: la preparazione del secondo cumulo. Jean Pean, da buon svizzero, raccomanda il rispetto
Quanto è interessante l'articolo? (Voti ricevuti: 28 )
Ottimo Discreto Sufficiente Discutibile Pessimo
Ottimo Discreto Sufficiente Discutibile Pessimo
 
Le nostre riviste
I nostri libri
Newsletter
Il nostro shop
Links
I nostri sondaggi
Voce ai lettori  
Appena letti
Commenti
I più letti
I più recenti