L’allarme è stato lanciato, esiste una realtà che non si può più ignorare. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che ha pubblicato il suo studio sulla rivista scientifica Lancet nel giugno scorso, la morte di un bambino su tre in Europa ha una causa ambientale e, se si escludono gli incidenti, i fattori presi in considerazione sono rappresentati da inquinamento atmosferico all’aperto e in ambienti chiusi, inquinamento dell’acqua e cattive condizioni igieniche, inquinamento da piombo.
I dati lasciano di stucco; nei 52 paesi esaminati, seppur con differenze sostanziali da zona a zona, si contano più di 13.700 bambini da 0 a 4 anni morti ogni anno a causa dell’inquinamento dell’aria; quasi diecimila la cui morte dipende dall’inquinamento degli ambienti chiusi in cui trascorrono la maggior parte del loro tempo; 13.500 tra i 0 e i 14 anni muoiono per l’acqua non potabile o avvelenata da sostanze tossiche o per condizioni igieniche inaccettabili, mentre altre migliaia di piccoli accusano ritardi mentali e nello sviluppo a causa dell’inquinamento da piombo.
I dati lasciano di stucco; nei 52 paesi esaminati, seppur con differenze sostanziali da zona a zona, si contano più di 13.700 bambini da 0 a 4 anni morti ogni anno a causa dell’inquinamento dell’aria; quasi diecimila la cui morte dipende dall’inquinamento degli ambienti chiusi in cui trascorrono la maggior parte del loro tempo; 13.500 tra 0 e i 14 anni muoiono per l’acqua non potabile o avvelenata da sostanze tossiche o per condizioni igieniche inaccettabili...
La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Terra Nuova Ottobre 2004 - formato elettronico.
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