Provate a immaginare un orto, su un terreno tipico delle nostre regioni: bello a vedersi, ma povero e secco. Comunque immaginatelo bellissimo, lussureggiante. Immaginatelo così, a settembre, dopo un’estate tremenda, come quella del 2003… con delle piante di pomodoro stupende, rigogliose, alte fino a 2 metri e mezzo, ognuna con 20 chili di frutti.
Lo stesso per melanzane, peperoni, cocomeri e fagiolini: il tutto senza preoccuparsi di annaffiare, anche se l’ultima vera pioggia è avvenuta in giugno.
Impossibile? No! Un orto così come ve l’ho descritto, può esistere. Anche se siamo a settembre e non è stato annaffiato dall’ultima pioggia a giugno!
«Ma com’è possibile?», diremmo tutti noi, che abbiamo passato lunghe ore al tramonto ad annaffiare i nostri ortaggi o a progettare dei complessi sistemi d’irrigazione.
Eppure c’è un uomo che l’ha fatto e ne ha poi scritto, insieme alla moglie, un libro per spiegarlo a noi tutti.
E nel 1973 l’ha pubblicato lui stesso. Un piccolo libro, di appena 85 pagine, unico, commovente, magnifico e...introvabile, purtroppo…
La versione completa dell'articolo, con tutti i consigli e la spiegazione delle fasi per realizzare un orto senz'acqua, è disponibile nel numero di Terra Nuova Ottobre 2004 - formato elettronico.
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