Nella giornata di ieri gli assessori regionali all'Agricoltura, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, avrebbero dovuto affrontare il dibattuto tema legato alle linee guida per la coesistenza tra coltivazioni tradizionali, biologiche e geneticamente modificate. Incontro rinviato a novembre. Un incontro atteso, dopo il rinvio chiesto dall'assessore Emilia-Romagna Tiberio Rabboni per comprendere meglio quale orientamento avrebbe preso la Comunità Europea. Spettava, quindi, alla Conferenza Stato Regioni sbrogliare la matassa e indirizzare quali politiche poi dovranno essere attuate sul territorio. Ma si va di rinvio in rinvio. E' stato deciso infatti di posticipare al 30 novembre prossimo la discussione sulle linee guida per la coesistenza, annunciata dal coordinatore degli assessori regionali all'agricoltura Dario Stefano al termine della riunione in preparazione della preannunciata commissione politiche agricole, organismo della conferenza Stato - Regioni che istruisce le materie agricole.
"Accogliamo positivamente anche la dichiarazione di Dario Stefàno, coordinatore degli assessori regionali all'agricoltura, che ha motivato il rinvio proprio con la necessità di verificare il lavoro sin qui svolto con le recenti decisioni dell'UE" ha dichiarato la Task Force per un'Italia libera da ogm.
A proposito di gm, l'assessore regionale Emilia-Romagna Tiberio Rabboni ha affermato: "Siamo alla vigilia di una vera e propria svolta attesa da tempo nel nostro Paese. La Commissione europea, in conformità al principio di sussidiarietà, lascia agli stati membri maggiore liberà di decidere in modo autonomo sulla base di motivazioni di interesse pubblico, a esclusione di quelle relative alle valutazioni dei rischi ambientali e sanitari, che rimangono di competenza dell'Ue. Chiedo al governo e al ministro Galan di sostenere dunque con decisione la proposta di modifica della direttiva fino alla sua approvazione definitiva e, nell'immediato, di avviare la ricognizione sulle condizioni economiche e naturali per sostenere l'esclusione delle colture Ogm. Noi in Emilia-Romagna siamo già pronti".