L’importanza della frutta nell’alimentazione è universalmente nota e, a livello nazionale, anche nelle scuole sono stati attivati progetti per avvicinare bambini e ragazzi a questi alimenti ricchissimi di sostanze nutritive. L’anno scolastico che sta per iniziare vedrà la riproposizione di due iniziative: il progetto «Frutta nelle scuole»1 destinato ai bambini delle elementari e il progetto «Frutta snack» pensato invece per le scuole superiori, che trovano entrambi fondamento nell’esigenza di far condividere e comprendere anche ai più piccoli le regole per una sana ed equilibrata alimentazione.
Il primo prevede la consegna da parte di ditte incaricate dal Ministero dell’istruzione di frutta intera o a pezzi ai bimbi dalla prima alla quinta elementare negli orari della merenda di metà mattina, mentre il secondo prevede l’installazione di distributori automatici di frutta o prodotti a base di frutta negli istituti superiori.
Ma se il principio e gli obiettivi sono indiscutibilmente positivi, è vero anche che nelle precedenti edizioni di questi progetti sono emerse alcune falle a cui andrebbe posto rimedio, soprattutto per quanto riguarda l’iniziativa destinata alla scuola primaria.
Sempre nell'articolo:
>> I limiti del bando comunitario
Cos’è, dunque, che di questa iniziativa si può salvare e cosa invece va migliorato?
>> La centralizzazione a livello europeo del bando non permette di garantire la eco-compatibilità dell’iniziativa
>> Frutta fredda, fermentata e non sempre bio
>> Troppa plastica… ma è la legge
>> Soluzioni?
Finanziamenti ai singoli enti locali; bandi aperti ad aziende locali e certificate...
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