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Val di Non minacciata dai pesticidi
30/08/2010 - C.B.
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Il Comitato per il Diritto alla Salute della Val di Non si è rivolto agli amministratori locali per avere risposte riguardo ai livelli di inquinamento da pesticidi provocato dalla coltivazione intensiva di mele. Terranuova di settembre ha dedicato al problema un articolo con interviste ai protagonisti.

Da tre mesi il Comitato per il Diritto alla Salute in Val di Non in Trentino, attende invano una risposta dall’ Assessore alla Salute, Rossi, e dal Presidente della Provincia, Dellai, in merito alle Linee guida per i trattamenti fitosanitari approvate con D.P. 1183 del 18 maggio 2010. Il 28 maggio scorso il Comitato chiedeva preoccupato a Rossi e Dellai in che maniera era stata coinvolta la popolazione, come si cita nella delibera stessa, per la stesura di questo documento, visto che anche lo stesso Comitato è stato escluso da qualsiasi tavolo di discussione. Inoltre si chiedeva la documentazione tecnico-medico-scientifica a supporto delle soluzioni adottate dalla Giunta provinciale al fine di assicurare la pubblica incolumità  - evitando danni a persone,  animali o cose derivanti dall’uso dei prodotti fitosanitari - e tutelare la salute pubblica per una normale qualità della vita.

La mancanza di una risposta a distanza di tre mesi ci conferma nella convinzione di una indifferenza delle istituzioni sull’argomento, visto che lasciano ancora  irrisolta una grave situazione di rischio sanitario: analisi scientifiche commissionate dal Comitato testimoniano che nell’urina dei bambini residenti in Val di Non, dove si pratica l’agricoltura intensiva della mela, sono stati trovati valori sei volte maggiori rispetto ai valori di riferimento di Clorpirifos (insetticida molto dannoso alla salute). Il Comitato  lancia a tutte le istituzioni interessate un severo monito perché  intervengano immediatamente con provvedimenti concreti e risolutivi e non di facciata ed inefficaci come la D.P. 1183. Il messaggio è rivolto in particolare ai Sindaci della valle, i quali sono direttamente responsabili della salute pubblica dei propri residenti.

Fonte: Comitato per il Diritti alla Salute della Val di Non

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