Di contrasto, molte zone rurali si stanno spopolando ed esistono parecchi centri abitati in cui la popolazione è ridotta a poche centinaia se non addiruttura poche decine di persone, quando non meno ancora. Tra costoro la maggioranza è composto da anziani ed il ricambio generazionale è pressochè inesistente. Questo significa la futura morte dei piccoli centri, con tutto quello che ne consegue.
Quello che propongo è, partendo da un progetto pilota da effettuare in una o due province, selezionore delle persone che si trovano in situazioni di povertà, escludendo le situazioni estreme o coloro che per votivi legati alla droga, alla criminalità o alla malattia mentale, non possono, per ovvi motivi, essere propositivi e accompagnare il loro trasferimento nei centri rurali più piccoli.
Esistono diverse case abitabili, abbandonate o mai occupate se non intere frazioni fantasma che potrebbero accogliere una parte di persone provenienti dai centri urbani.
Ovviamente tale trasferimento può essere possibile solo con un precedente lavoro di sensibilizzazione dei locali abitanti che non devono in alcun modo sentirsi minacciati dai nuovi venuti la cui presenza invece, può addirittura costituire un arricchimento. Laddove possibile, tra l'altro, può esssere data la precedenza a coloro che hanno anche lontane origini del luogo o almeno della zona rurale in questione, senza che questo aspetto però costituisca una discriminante.
Non si tratta certo di trasferire delle persone in zone rurali a far nulla tutto il giorno e ad essere assistiti nè, al contempo, a fare da schiavi agli altri. Coloro che, volontariamente, sono disponibili a lasciare la città, troveranno un posto dignitoso in cui vivere, cibo e vestiti in cambio di attività varie come: fare la spesa per gli anziani, distribuire la posta, andare a fare commissioni e/o prendere medicine, aiutare la coltivazione di orti e giardini, dare una mano nelle faccende domestiche e/o cucinare, aiutare locali attività artigianali o di pastorizia, curare i terreni ed i boschi circostanti, aiutare locali produzioni agroalimentari, sistemare abitazioni che necessitano di manutenzione, curare terreni e fiumi circostanti per evitare pericoli di frane, etc, etc. A seconda delle abilità e delle competenze ogni persona nuova può dare il contributo a rivitalizzare il luogo di arrivo e fare in modo che le attività ed i saperi non vadano perduti.
Inoltre, tramite dei corsi ad hoc, chi arriva può contribuire, tramite un'acquisita competenza in materia, a rendere totalmente o almeno parzialmente il posto indipendente dal punto di vista energetico, tramite la messa di opera di tecnologie legate alle energie alternative.
Chi arriva può cosi' ripartire da zero e rifarsi una nuova vita e gli abitanti locali possono avere aiuto per andare avanti nel miglior modo possibile.
Ovviamente non sempre e non ovunque questo può essere possibile ed occorre sempre ricalibrare il lavoro di accompagnamento con la massima attenzione. Il tutto all'interno di un'ottica laica ed improntata alle pari opportunità tra uomo e donna.
Chi avesse interesse ad approfondire la questione può contattarmi tramite il mio sito
www.gianniverdoliva.it