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Progetto "plastica nelle scuole"
25/06/2010 - -
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Gentile redazione, da qualche mese è attivo nelle scuole elementari italiane un programma ministeriale dal titolo "Frutta nelle scuole", che prevede la distribuzione quotidiana di frutta ai bambini. Sarebbe una cosa ottima se la frutta non fosse consegnata in confezioni monodose in plastica, non solo quando è a pezzi, ma anche quando è intera.

Probabilmente l'utilizzo delle confezioni monodose in plastica è motivato da ragioni di tipo sanitario. Questo è forse quello che, sul sito ufficiale del progetto (www.fruttanellescuole.gov.it), si tenta di spiegare scrivendo che si prevede l'utilizzo di "idonee attrezzature, nei limiti indicati dal regolamento comunitario, in grado di supportare la distribuzione, l’utilizzo e la degustazione dei prodotti distribuiti".
Anche ammesso che le confezioni di platica monodose possano esser considerate "idonee" da un qualche punto di vista, nelle confezioni e nelle etichette dovrebbero almeno essere riportati simboli o scritte che incoraggino gli utilizzatori a smaltire il prodotto negli appositi contenitori per la raccolta differenziata. Queste indicazioni sono invece assenti.
Dal sito del progetto si evince che al momento la frutta è consegnata ogni mattina a 870.000 studenti italiani. Questo significa che le scuole elementari italiane vengono sommerse ogni mattina da 870.000 confezioni in plastica.
C'è anche un secondo aspetto inquietante relativo al progetto. Il confezionamento e la distribuzione della frutta sono stati dati per la maggior parte in appalto a una ditta di Cesena. Nelle confezioni non è specificata la provenienza della frutta, ma solo il luogo di confezionamento. E' curioso notare come questo sia in completa contraddizione con uno degli obiettivi principali del progetto, che, come si legge sul sito ufficiale, è quello di "realizzare un più stretto rapporto tra il produttore-fornitore e il consumatore, indirizzando i criteri di scelta e le singole azioni affinché si affermi una conoscenza e una consapevolezza nuova tra chi produce e chi consuma". Inoltre, il confezionamento "centralizzato" fa pensare all'odissea di arance siciliane costrette a percorrere più di mezzo stivale per essere confezionate e poi di nuovo spedite in giro per le regioni. Sarebbe molto più in linea con i nobili intenti del progetto distribuire frutta di provenienza locale o piantare alberi da frutto nei cortili delle scuole.
Mi pare che il progetto sia totalmente anti-ecologico, in contraddizione con le politiche di sostenibilità e probabilmente alimentato da interessi diversi da quello della salute e dell'educazione alimentare dei bambini. Voi cosa ne pensate?
Saluti cordiali,
Michela

Cara Michela, abbiamo inoltrato le tue osservazioni all'ufficio stampa del progetto chiedendo delle spiegazioni, ma al momento della consegna in tipografia di questo numero non ci hanno risposto. Dedicheremo comunque un articolo sull'argomento nel prossimo numero!

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I VOSTRI COMMENTI:
  • 27/08/2010 - michela facchinetti

  • il progetto "plastica e frutta nelle scuole" proseguirà con le stesse caratteristiche anche per il prossimo anno. Lo trovo profondamente diseducativo, molto inquinante (per il trasporto e per la quantità di imballaggi prodotti), rispetto al programma previsto poco e male è stato realizzato, è assolutamente inutile allo scopo. Un'enorme spreco di risorse pubbliche!
    Inviterei le scuole a non aderire e, per chi l'ha già fatto, a ritirare la propria adesione.


  • 19/07/2010 - Elvira Di Donato

  • Da maestra elementare ho aderito al progetto frutta nelle scuole. E' servito solo a dare ai bambini l'idea dello spreco: La frutta sbucciata in confezioni di plastica il giorno dopo risultava immangiabile e per buttarla bisognava aprire le confezioni una per una e separare la plastica dall'umido. E' molto più efficace il mio vecchio metodo: Le uniche merende ammesse a scuola sono frutta e/o verdura fresca o secca. La frutta della mensa sia portata in classe alle 10.30 e messa in una bella cesta dove ognuno si serve nell'intervallo e nel dopo mensa. Via libera alla sperimentazione dei diversi modi di sbucciare, spremere, preparare e consumare la frutta. Gli scarti vanno nell'orto didattico.

  • 02/07/2010 - Nick

  • Lo Stato è come Mida, tutto quello che tocca diventa plastica ;)

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