Nel Mediterraneo da qui a fine secolo ci saranno estati sempre più torride, con un aumento sia delle giornate caldissime che delle 'ondate di calore', cioe' dei giorni consecutivi con temperature eccezionali. L'allarme, già lanciato in passato da diversi scienziati, è stato "quantificato" da due ricercatori dell'Istituto di Tecnologia di Zurigo, che hanno stimato sia l'estensione dell'aumento che le zone più colpite, che comprendono diverse aree anche del nostro paese.
Secondo lo studio pubblicato da Nature Geoscience, i giorni di calore estremo, superiore ai 32 gradi centigradi di media, passeranno dai circa 2 all'anno che si riscontravano tra il 1961 e il 1990 a circa 13 per il periodo 2021-2050, e a 40 tra il 2071 e il 2100. Parallelamente aumenteranno le ondate di calore, definite come i periodi con sei giorni consecutivi di caldo torrido, che passeranno da una ogni 3-5 estati del periodo di riferimento a 2-3 all'anno, peraltro molto più lunghe, fino a 5 volte, verso fine secolo. Per quanto riguarda le zone più colpite dal caldo, la mappa realizzata da Erich Fischer e Christoph Schar sulla base di sei diversi modelli climatici, il bacino del Mediterraneo sara' quello piu' colpito dal calore anomalo: i valori più alti di temperatura e umidità si raggiungeranno nel sud della Spagna, nel Maghreb e nella pianura Padana, oltre che alcune aree dei Balcani e dell'Europa dell'est.
''Le nostre proiezioni sono sono allarmanti per queste zone - concludono gli autori - alcune delle regioni piu' densamente popolate d'Europa, tra cui le aree urbane di Atene, Bucarest, Marsiglia, Milano, Roma e Napoli subiranno gli effetti peggiori per la salute della popolazione''. Secondo gli esperti le cause di questo aumento delle temperature vanno ricercate nell'effetto combinato dei cambiamenti nella circolazione atmosferica e nella transizione di grandi porzioni di suolo da umido a secco, il che impedisce il fenomeno dell''evapotraspirazione", cioe' dell passaggio di acqua dal suolo e dalle piante all'atmosfera che mitiga la temperatura percepita. ''Per quanto riguarda gli effetti per la salute - concludono gli autori - le nostre proiezioni sono più gravi per le pianure fluviali del sud dell'Europa e per le coste del Mediterraneo. I rischi potrebbero essere persino sottostimati, perché le proiezioni non tengono conto degli effetti di amplificazione dati dalle 'isole di calore' che si trovano nelle citta''.