Latte prima di tutto, poi uova, noci e nocciole. Sono i cibi che provocano più allergie. Ecco i numeri in Italia del fenomeno sempre più in crescita diffusi in occasione della settimana mondiale dell'Allergia Alimentare.
- 40. Si stima che siano tanti ogni anno (200 negli Stati Uniti) i morti per crisi anafilattiche molti dei quali non riconosciuti come allergici.
- 40.000. Sono i piccoli che non tollerano grano, pomodoro, soia, crostacei, frutta e verdura
- 50.000.I bambini che non tollerano noci e arachidi.
- 80.000. Sono i bimbi allergici alle uova.
- 270mila. Sono i bimbi con meno di 5 anni che soffrono di allergie alimentari, 5000 sono a rischio di reazioni allergiche gravi che possono costar loro anche la vita.
- 100.000. Sono così in tanti a soffrire di allergia al latte vaccino, la piu0' frequente. Non lo tollerano oltre 100mila bimbi al di sotto dei 5 anni, costretti a ricorrere a latti speciali con una spesa complessiva per le famiglie di oltre 50 milioni di euro all'anno.
- 570.000. Sono gli under 18 soffrono di allergie alimentari: 270mila i bimbi tra 0 e 5 anni; 150mila i bimbi tra 5 e 10 anni e circa 150mila tra 10 e 18 anni.
- 1,5 milioni. Sono gli adulti allergici ad alimenti, pari al 3-4% della popolazione generale.
I soggetti ad alto rischio rischiano lo choc anafilattico se per caso la carne è stata cotta aggiungendo un pò di latte o se nel dolce ci sono le noccioline. Possono avere uno shock anafilattico alla mensa scolastica, se le lasagne sono di pasta all'uovo. E il problema è in continua crescita, come hanno segnalato gli esperti in occasione della Settimana mondiale dell'Allergia Alimentare, dal 9 al 15 maggio. Negli ultimi dieci anni il numero dei bambini allergici è cresciuto del 20 per cento, mentre i ricoveri per shock anafilattico nella fascia fra 0 e 14 anni sono aumentati di sette volte e le visite ambulatoriali pediatriche per allergie alimentari sono triplicate.Purtroppo la soluzione non è a portata di mano, ma si può comunque fare qualcosa per tentare di star meglio e prevenire i problemi fin da bambini, come per esempio scegliere cibi biologici; privilegiare un'alimentazione su base vegetale e con cibi freschi; evitare cibi manipolati, lavorati e addizionati con coloranti o conservanti.