Liberi da allergie e intolleranze
di Michela Trevisan
Terra Nuova Edizioni
pp. 170, € 11,00
(prezzo per gli abbonati € 9,90)
Spesso, però, è facile fare confusione fra allergia e intolleranza: cerchiamo quindi di vederci più chiaro con un testo tratto dal libro "Liberi da allergie e intolleranze" edito da Terra Nuova Edizioni.
... Almeno fin dall'inizio del secolo scorso è stato chiaro che, per certe persone, alcuni alimenti possono essere causa di disturbi anche gravie invalidanti, senza che la reazione sia di tipo allergico.
Negli ultimi decenni sempre più si parla di intolleranze alimentari come causa di molti mali, ma spesso la vera causa sono solo radicate e dilaganti cattive abitudini alimentari che hanno soppiantato e cancellato le tradizionali e corrette abitudini alimentari.
La fretta incornicia e completa il quadro! Prima di gridare all'intolleranza alimentare è necessario ristabilire una corretta alimentazione quotidiana, e solo successivamente, se i disturbi permangono invariati, si può ipotizzare un'intolleranza alimentare.
Nel precedente capitolo abbiamo visto che i due termini possono creare confusione; ora vediamo di chiarire le differenze sostanziali, ad oggi conosciute, tra manifestazione allergica vera e propria e intolleranza alimentare, nell’accezione di incompatibilità alimentare.
La parola allergia fu usata per la prima volta nel 1906 dal dott. Clemens Von Parquet. Fino ad allora esisteva una definizione solo per le sostanze “tossiche”, ovvero sostanze che avevano un impatto negativo per tutte le persone, magari con manifestazioni più o meno gravi. La parola “allergia” invece definiva quelle situazioni in cui una sostanza o un alimento può produrre disturbi anche gravi in alcune persone. Da quel momento, quindi, si parla di manifestazione allergica quando l’organismo reagisce in modo esagerato ad una sostanza estranea innocua come possono essere i pollini o gli acari della polvere.
Le manifestazioni allergiche mettono in moto i meccanismi immunitari legati alla produzione di immunoglobuline della classe E (IgE), capaci di tenere memoria della sostanza. Ogni incontro con la sostanza estranea ritenuta pericolosa porta ad aumentare il numero di IgE specifiche, e di conseguenza la manifestazione tende a peggiorare ogni volta che l’organismo viene a contatto con l’allergene. Perfino piccolissime quantità di allergene possono scatenare reazioni anche molto gravi.
Il meccanismo d’azione è mediato dalla produzione, locale o diffusa, di istamina. L’istamina è la sostanza responsabile delle manifestazioni locali di gonfiore, rossore e prurito tipiche delle manifestazioni allergiche (ponfi, eczemi, riniti, laringospasmo ecc.), ma anche delle punture di insetti. Quando la reazione si scatena a livello generale, invece, si ha la manifestazione chiamata “shock anafilattico”, in cui l’istamina provoca ipotensione per vasodilatazione e una broncocostrizione con difficoltà respiratorie che possono portare allo svenimento, al coma ed anche alla morte.
Nell’intolleranza alimentare (ad esclusione di quelle al lattosio ed al glutine), i meccanismi non sono ancora così ben chiariti. Sicuramente una prima differenza sta nel fatto che le reazioni sono dosedipendenti (più alimento mangio, maggiore e più duraturo sarà il sintomo), ed entrano in gioco, con buona probabilità, anche alcune classi di immunoglobuline tra cui le IgA e le IgG, diverse quindi dalle IgE.......
In sintesi
Mentre l’allergia è una risposta immunitaria doseindipendente, che l’organismo attua mediante l’intervento delle immunoglobuline della classe E (IgE), l’intolleranza (o meglio incompatibilità alimentare) è una risposta infiammatoria generale che l’organismo sviluppa in conseguenza dello stress provocato dall’assunzione di dosi crescenti o comunque elevate e soprattutto frequenti di uno stesso alimento. Questo stato detto di “infiammazione minima persistente” si comporta come un trampolino di lancio, agevolando il manifestarsi di tutte le manifestazioni infiammatorie dell’organismo (cefalee, dolori articolari, allergie, gastriti ecc.).
Testo tratto da pagina 96 e seguenti del libro.
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