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Stitichezza e alimentazione
25/01/2008 - Catia Trevisani
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Nel linguaggio medico, si definisce la stitichezza come la ritenzione, passeggera o prolungata, di materiale fecale nel tubo digerente con emissione di feci esageratamente compatte e dure ad intervalli eccessivamente distanziati l’uno dall’altro.

Nel linguaggio medico, si definisce la stitichezza come la ritenzione, passeggera o prolungata, di materiale fecale nel tubo digerente con emissione di feci esageratamente compatte e dure ad intervalli eccessivamente distanziati l’uno dall’altro. Ma nel quadro clinico della stitichezza rientra anche l’emissione di un ridotto volume fecale, feci insolitamente disidratate dure o dolorose da evacuare (anche se emesse con frequenza normale), il bisogno di uno sforzo penoso ed eccessivo per completare l’evacuazione, la sensazione d’incompleto svuotamento.

A volte la stipsi può presentarsi come un episodio occasionale in coincidenza di viaggi o cambiamenti delle abitudini alimentari. In questi casi, un intestino sano ritrova da solo e in breve tempo l'equilibrio, in altri invece costituisce un vero e proprio problema.

La malattia inizia nel colon

Quando la costipazione intestinale non è legata a qualche specifica patologia (ostruzione intestinale, neoplasie, malattie neurologiche, colon irritabile, diverticolosi, ecc) le cause possono essere molteplici, eccone alcune: regime alimentare squilibrato, alterazione della flora intestinale, carenze vitaminiche e minerali, debolezza muscolare (gravidanza, sedentarietà), insufficiente attività epatica, patologie dolorose dell’ano (emorroidi e fissurazioni), alcuni farmaci (in particolare gli antidepressivi triciclici, preparati a base di ferro, antiacidi a base di alluminio, antitussivi, antipepilettici, analgesici o l’abuso di antibiotici, ecc.), ansia e stress, problemi emozionali, viaggi, inibizione volontaria dello stimolo per differire il momento dell’evacuazione, mancanza di un’adeguata quantità d’acqua, intolleranza al latte di mucca (stipsi spastica).

In Naturopatia si dice: “la malattia inizia nel colon”. Quest’affermazione è molto importante se si pensa che il ristagno di feci nell’intestino alla lunga crea depositi lungo le pareti tali da impedire l’assorbimento di elementi nutritivi fondamentali quali vitamine e minerali, causando l’infiammazione della parete intestinale con presenza di spasmi e dolore, malassorbimento e disturbi nei più disparati distretti organici.

Immunità e stitichezza

Il 50% del sistema immunitario associato alle mucose si trova nell’apparato digerente ed una stipsi cronica può causare disordini immunitari predisponendo a malattie acute e a processi cronici e degenerativi. Inoltre, la costipazione intestinale causa una sorta di “costipazione cellulare” aumentando il carico di lavoro degli organi emuntori (di eliminazione): reni, pelle, fegato, polmoni e linfa. Il metabolismo cellulare rallenta e la capacità di eliminare i prodotti di rifiuto diminuisce. L’organismo invecchia più rapidamente, come ha dimostrato in uno dei più celebri esperimenti della storia della medicina il dottor Alexis Carrel, dell’Istituto Rockfeller per la ricerca medica. Utilizzando piccole sezioni di tessuto cardiaco di un embrione di pollo, Carrel tentò di dimostrare che, in condizioni controllate, la cellula potrebbe vivere per un lunghissimo tempo, forse indefinitamente.

TITOLO: Curarsi con il cibo
AUTORE: Catia Trevisani
Terra Nuova Edizioni
pp. 296 - € 15.00
(prezzo per gli abbonati € 13.50)

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