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Carissimi, volevo fare un osservazione riguardo l'articolo nanoparticelle sulla rivista di febbraio.
Si dà il caso che uno dei primi ricercatori sulle nanoparticelle o meglio nanopatologie è stata un’italiana, la dottoressa Gatti e la sua equipe. L'università di Modena o meglio i "baroni" hanno fatto di tutto pur di intralciare il loro lavoro. Addirittura adesso non hanno più il microscopio comprato a suo tempo con i soldi di cittadini che avevano fiducia nel loro lavoro. E' stato dato in donazione(con manovre poco chiare) all'Universita' di Urbino.E la dottoressa Gatti con i suoi collaboratori possono usufruire del microcopio solo una volta alla settimana,(ridicolo)! Consiglio di leggere Il girone delle polveri sottili - viaggio nel mondo delle nanoparticelle, tra inquinamento, patologie e interessi finanziari di Stefano Montanari (Macro Edizioni). Grazie e cordiali saluti, Elisa Bartoli
Conosciamo bene la dottoressa Gatti, consorte del dottor Stefano Montanari, anche lui ricercatore sulle nanoparticelle. Terra Nuova lo ha anche intervistato gli anni scorsi insieme alla moglie. Apprezziamo il loro lavoro; purtroppo negli ultimi tempi sono stati protagonisti di polemiche e attriti spiacevoli, anche con lo stesso Beppe Grillo.
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