Il latte e le uova non sono alimenti per la nostra specie - lettera alla redazione
Voglio prendere spunto da una lettera di una mamma a cui risponde Michela Trevisan, nel numero di febbraio, e dalla quale si evince, secondo la mia personalissima opinione, che alcuni concetti di base che riguardano l’alimentazione e la salute in generale, se sganciati da interessi economici che vi orbitano intorno pesantemente, sono ancora lontani dall’essere presi in seria considerazione, anche da una rivista come la vostra.
In questa lettera la mamma ha una bambina di 14 mesi a cui sono state diagnosticate allergie all’uovo e al latte vaccino, l’allergologo e il pediatra le hanno consigliato rispettivamente di non introdurre questi “alimenti” fino al compimento dei due anni oppure di cominciare a somministrarli in tracce. La mamma si trova nel dubbio, mentre nel frattempo la bimba reagisce a questi elementi con vomito, arrossamenti agli occhi e alla cute e malessere. Alla fine chiede a voi se la bambina riuscirà a “uscirne” dopo i due anni. La mia opinione, senza offesa per nessuno, è che dei cinque attori coinvolti nella vicenda, la bimba rimane alla fine l’unico essere senziente, l’unica che sa ancora cosa è meglio per lei, mettendo in azione per dimostrare la contrarietà del suo organismo all’introduzione di queste sostanze estranee, tutta una serie di campanelli d’allarme; i campanelli d’allarme purtroppo, dai e dai, dopo un po’ che suonano, se inascoltati si spegneranno, e il nostro sistema difensivo intelligentemente attua altre strategie per affrontare questa irruzione di sostanze non-self, strategie vincenti nel breve periodo ma che consentono il futuro sviluppo di patologie più gravi, se non si inverte la rotta in tempo. Il fatto è che il latte vaccino e l’uovo non sono alimenti per la nostra specie, tantomeno per un neonato, e se pensiamo che la specie umana abbia un patentino speciale per andare contromano rispetto ai percorsi che seguono tutti gli altri animali (se lasciati liberi di vivere secondo il proprio istinto alimentare programmato da milioni di anni di evoluzione) all’interno delle leggi naturali, abbiamo proprio sbagliato strada; anche le coliche, le diarree e i malesseri dei neonati in genere costretti a ingurgitare latte non della specie o di tipo artificiale sono sintomi evidentissimi di reazione a una aggressione, campanelli d’allarme che frotte di mamme irreggimentate e ormai ostaggio dei pediatri si ostinano a non ascoltare. I cuccioli degli altri primati in natura non sviluppano diarrea e non soffrono di acetone, vomito, coliche, eruzioni cutanee o altri sintomi di difesa; nessun mammifero si nutre del latte di altre specie, né i neonati né tantomeno gli adulti, il latte ha una sola funzione: nutrire i lattanti, ognuno della propria specie, per questo il latte vaccino è sicuramente perfetto per i vitelli, molto meno adeguato, anzi decisamente nocivo per i cuccioli degli umani. P.S.: So che non pubblicherete questa lettera, non per la lunghezza, né perché è una fra le molte che ricevete, ma sicuramente per il contenuto, che non è certamente in linea col profilo mercantile a cui anche gli argomenti cosiddetti “naturali” devono sottostare al giorno d’oggi; io però ve la invio lo stesso, sperando magari che abbiate comunque l’abitudine di motivare il diniego alla pubblicazione. Grazie, Peppe
Grazie per questo intervento, che ci aiuta a riflettere sui mille compromessi ai quali tutti noi quotidianamente cediamo, spesso senza rendercene conto: oltre ad un'alimentazione non sempre adeguata alla nostra specie, cediamo all'uso dello spazzolino da denti, agli spostamenti ad una velocità eccessiva per i tempi di adattamento del nostro organismo (bus, treno, aereo ecc.), all'uso della corrente elettrica. Tutto ciò comporta dei costi di adattamento di cui il nostro organismo ci manda segnali, a volte meno immediati di quelli dovuti all'alimentazione. Per fortuna ci restano i campanelli di allarme! Ad ognuno di noi il compito di trovare il miglior equilibrio tra i compromessi che vivere in questa società ci comporta.
I VOSTRI COMMENTI:
- 09/05/2010 - violet
Immagino che il discorso valga solo per i neonati. Quali sarebbero le ragioni alla base dell'affermazione che latte e uova non sono alimenti per la nostra specie? E pane, carne, pesce, verdure, frutta lo sono? Perchè? E nei casi di neonanti intolleranti al latte materno?
- 08/05/2010 - Francesco
L'unico sostituto valido sono dei succhi di frutta naturali e freshi se da frutta biologica è meglio... dato il basso contenuto proteico che è equivalente a quello del latte materno...
- 05/05/2010 - elsaflo
ciao a tutti. Per Peppe: sono in linea di massima d'accordo con quello che hai scritto. Ma quale latte consiglieresti per un neonato che, per qualche motivo, non possa avere il latte di sua mamma?
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