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Manterranno le promesse antinucleari?
09/04/2010 - gab
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Prima delle elezioni erano tutti contro. Di fronte alla forzatura del governo per imporre il nucleare in Italia alcuni governatori hanno preso impegni precisi. Altri, tendenzialmente favorevoli, hanno dichiarato di non volerlo nella propria regione. Ecco i nomi

Con la legge 99/2009 e il recente decreto legislativo del 10 febbraio 2010 il Governo italiano ha deciso di imporre il nucleare in Italia. Gli sforzi legislativi hanno lo scopo di impedire alle Regioni di poter scegliere sul nucleare. Contro questo decreto ben tredici Regioni hanno però già fatto ricorso alla Corte Costituzionale. E la Regione Puglia si è dotata di una legge specifica per bloccare il nucleare

Secondo Greenpeace molti governatori - appoggiando o non opponendosi chiaramente e con fermezza ai piani nucleari del governo - possono essere decisivi nella reintroduzione forzata del nucleare in Italia.

"Cari governatori, ora mantenete le promesse antinucleari". Perché "le promesse della campagna elettorale non sono parole al vento. Sono impegni. I cittadini hanno votato nella consapevolezza che il territorio in cui vivono non sarebbe stato umiliato e messo a rischio dalla realizzazione di una centrale nucleare". È la dichiarazione di Nuclear Lifestyle di Greenpeace, che si è battuta durante la campagna elettorale per le regionali contro il nucleare e sottolinea come più di 75 mila cittadini abbiano firmato il suo l'appello. Ci sono stati i "manifesti taroccati", è sorto il collettivo degli "Artisti contro il nucleare". Ora la sigla chiede un impegno concreto da parte dei Governatori.

E fa nomi e cognomi. Tutti i governatori appena eletti hanno infatti dichiarato in campagna elettorale di non volere il nucleare nelle proprie regioni. Sette, o meglio tutti quelli di centro-sinistra hanno dichiarato di essere contrari ai piani atomici del governo:

Sono Nichi Vendola (Puglia), Vasco Errani (Emilia Romagna), Enrico Rossi (Toscana), Gian Mario Spacca (Marche), Catiuscia Marini (Umbria), Vito De Filippo (Basilicata), Claudio Burlando (Liguria).

Gli altri sei, tendenzialmente favorevoli per fede politica hanno dichiarato che comunque la loro regione non avrebbe ospitato una centrale. Eccoli: 

Renata Polverini (Lazio), Roberto Cota (Piemonte), Roberto Formigoni (Lombardia), Luca Zaia (Veneto), Stefano Caldoro (Campania), Giuseppe Scopelliti (Calabria).

La campagna "Nuclear Lifestyle" intende continuare e mantenere alta la pressione sui nuovi governatori, affinché rispettino i propri elettori, opponendosi a qualsiasi tentativo del governo di portare il nucleare nelle loro regioni.



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