Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, cinque operai stavano lavorando su un ponteggio a quindici metri da terra ad una condotta a pressione che trasporta acqua e ammoniaca usata per il raffreddamento dell'impianto. Gli operai avrebbero aperto una valvola e sarebbero stati investiti dal getto. Scattato l'allarme, il 118 è giunto con l'eliambulanza ma uno degli operai, un trentatreenne di Tarquinia, è morto durante il trasporto, mentre gli altri quattro sono stati ricoverati all'ospedale di Civitavecchia. "Ancora una morte sul lavoro nella centrale Enel di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia. La situazione che si è venuta a creare nella centrale dove si stanno realizzando i lavori di conversione a carbone è totalmente inaccettabile e ha dell'incredibile. Nel corso degli ultimi anni nella centrale di Torrevaldaliga vi è stata un'ecatombe di morti sul lavoro". Lo denuncia il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. "Solo - aggiunge Bonelli - per ricordarne alcuni: 17 ottore 2007 muore operaio di 32 anni, giugno 2008 muore operaio di 24 anni, 24 luglio 2009 muore operaio di 31 anni folgorato, 11 settembre 2009 due operi feriti perchè folgorati. Sono solo alcune delle vittime sul lavoro nella centrale di Civitavecchia. Questa sequenza di morti è drammatica e inaccettabile. Il 30 luglio 2008 il ministro Scajola, inaugurando la centrale di Torrevaldaliga convertita a carbone, diceva: "Dopo tanti anni, sacrifici, e la perdita di qualche vita umana, si e' costruita questa moderna centrale dove tutto è controllato e tutto è sottocontrollo". "Nel 2008 - ricorda il presidente dei Verdi - il governo ha modificato la legge sulla sicurezza sul lavoro del governo Prodi eliminando le sanzioni a carico del datore di lavoro. Ma quello che chiedo pubblicamente a cui governo e Enel devono una risposta è cosa succede nella centrale Torrevaldaliga? Perchè tanti morti? Diano una risposta e si individuino le responsabilità e ripristino la legge sulla sicurezza sul lavoro".