Ancora la Rainbow Warrior di Greenpeace in azione, stavolta contro il progetto del rigassificatore offshore, nel bel mezzo di un'area marina protetta a largo della costa toscana: il Santuario dei Cetacei. Richiesto un incontro urgente con il Ministro Prestigiacomo. Gli attivisti si sono diretti verso la nave Far Samson, che sta lavorandao alla costruzione del rigassificatore e hanno richiesto un incontro urgente con il Ministro Prestigiacomo.
Tre climber sono saliti sulla gru, aprendo gli striscioni "Fine del Santuario" e "Ministro salva il Santuario". Altri hanno scritto sulla fiancata della nave "Balene finite". Hanno raggiunto la nave a bordo dei gommoni, partendo dalla Rainbow Warrior.
Il rigassificatore offshore di Livorno/Pisa sarà la prima area marina industriale collocata proprio all'interno della zona tutelata dall'accordo sul Santuario dei Cetacei. Ma questa è un'area protetta solo sulla carta: le balene se ne stanno andando mentre lo stato di degrado dell'area aumenta a causa del traffico navale, dell'inquinamento e, ora, della costruzione del primo sito industriale in mare. La situazione è critica. Durante il censimento del 2008, Greenpeace ha trovato solo un quarto delle balenottere "attese", mentre la popolazione di stenelle sembra dimezzata rispetto ai valori registrati agli inzi degli anni '90.
"L'Italia, perciò, non è molto meglio del Giappone che, dopo aver aderito alla moratoria per la caccia allae balene, trova poi il modo di ucciderle per "scopi scientifici" recita il comunicato dell'associazion. "Il nostro ministero dell'Ambiente, infatti, da un lato firma un accordo internazionale impegnandosi a proteggere i cetacei del Santuario, dall'altro non fa assolutamente nulla per tutelarli. Ma il crimine peggiore resta il via libera a questo rigassificatore.
Il ministero dell'Ambiente deve dimostrare con un'azione precisa la volontà di salvare il Santuario. Le balene non possono più aspettare".
Fonte: Greenpeace Italia