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Vandana Shiva: la Green Economy funziona
Vandana Shiva, nei giorni scorsi a Cernobbio, ha fatto il punto sulla banca dei semi agricoli ogm free di cui è fondatrice.
Ti guarda stranita quando le chiedi utili e fatturato. "Noi lavoriamo in modo diverso", risponde sorridendo, ma assicura che proverà "a conteggiare delle cifre complessive: appena le avremo, le pubblicheremo sul sito". Lei è Vandana Shiva, laurea in fisica alla University of Western Ontario, ma conosciuta soprattutto come fondatrice di Navdanya, progetto di banca dei semi agricoli ogm free che mette in comunicazione le comunità rurali dell'India. E che ora raggiunge un totale di 500mila persone, con un nuovo piano di espansione in Africa. "Al momento disponiamo di 8.500 specie di piante - spiega Shiva a margine del Forum di Confcommercio di Cernobbio (Como) - e abbiamo 55 comunità locali di banche del seme. Ora stiamo lanciando progetti di formazione in Africa, cui puntiamo per lo sviluppo del progetto. Al momento siamo presenti in Etiopia, Kenia e Sud Africa". Per l'esportazione di parte dei prodotti finali si affida al circuito del commercio equo e solidale, che porta in Italia, per esempio, riso basmati. "E' semplice: la green economy è molto meglio della finanza", dice la 'manager verde' indiana, che nel 1982 ha lasciato le ricerche in tecnologia ambientale presso l'Indian Institute of Science e all'Indian Institute of Management di Bangalore per fondare la Research foundation for science, technology and natural resource policy. "Perchè l'economia della terra è vera, non accusa bolle, mentre la finanza è solo una 'fiction'", aggiunge nel suo 'sari' colorato. "La green economy esiste, perchè esiste la fertilità e la biodiversità - aggiunge Shiva - mentre nella finanza gli stessi operatori usano parole di guerra, come 'titoli velenosi', 'rischio esplosioni'", crack e boom. Introducono il rischio di bolle già con gli stipendi, con l'enorme differenza dei compensi del mondo finanziario rispetto agli altri settori e, soprattutto, al loro interno", introducendo la corsa alla speculazione più dura. Ma spesso la fiction interagisce sulla realtà, come quando sulla Borsa di Chicago i prezzi delle materie prime alimentari sono esplosi per pura speculazione da derivati. "E' - risponde la studiosa ecologista - anche perchè la finanza cannibalizza la green economy, sia con l'acquisizione di terreni sia nella politica dei prezzi, slegata da ogni parametro reale. Con il legame diretto alla produzione, i prezzi sono invece molto più equilibrati e i nostri contadini hanno guadagni anche 10 volte superiori a quelli che utilizzano le sementi Monsanto". Qual è l'antidoto contro la cannibalizzazione? "Il primo - afferma Shiva - è che ci sia un chiaro diritto di scelta di chi lavora la terra sulla destinazione della terra stessa: sono i contadini che devono decidere cosa farne e cosa coltivarci, non una banca d'affari a Londra. La seconda è la democrazia, che per essere viva deve riuscire a difendere i diritti di chi lavora i terreni e i beni immobili. Altrimenti - conclude la 'manager verde' - la democrazia è morta e sarà distrutta" da altri poteri.
Fonte: Ansa
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