La prima associazione di cohousing a Roma risale al 2007. E-co-abitare, che già dal nome fa intuire l’attenzione alla sostenibilità ambientale, ha pensato di utilizzare edifici in disuso ed ha presentato all’Agenzia del Demanio una manifestazione d’interesse relativa alle dismissioni militari nell’ambito del progetto «Roma come Friburgo».
Dice Susy Pirinei, presidente dell’associazione: «Riteniamo che le ex aree militari possano rappresentare una grande opportunità per la rigenerazione urbana e sociale della città. Riusando e riqualificando tali aree è possibile creare insediamenti abitativi innovativi, ecosostenibili, a basso consumo energetico, sull’esempio del quartiere Vauban di Friburgo (vedi «Quartiere Vauban: una città diversa è possibile», Terra Nuova di febbraio 2010), nato in un’ex area militare».
Una delle attività principali che l’associazione ha svolto in questi anni sul territorio è stata anche la divulgazione del concetto di cohousing, realizzando giornate di studio nelle Università, partecipando a vari incontri alla Città dell’Altra Economia ed organizzando incontri periodici informali di orientamento. Attualmente sono più di 300 le persone, tra simpatizzanti, curiosi, studiosi e aspiranti cohouser, che sono iscritte alla mailing-list dell’associazione (cohousing-sostenibile-roma@
yahoogroups.com)...
Sempre nell'articolo:
>> Cohousing come servizio per la collettività
>> La Rete per il cohousing
>> Le associazioni e i movimenti a Roma
La versione completa dell'articolo "Il cohousing a Roma" di Nicoletta Salvi è disponibile nel numero di Marzo 2010 di Terra Nuova.
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