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Nucleare: con le centrali Epr una nuova Chernobyl
08/03/2010 - C.B.
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"Le centrali Epr (con reattori nucleari ad acqua pressurizzata, ndr), che si progetta di costruire in Italia, potrebbero essere pericolose quanto quella tristemente famosa di Chernobyl, perchè sottoposte al rischio di analoghi incidenti".

Lo afferma Greenpeace, spiegando che secondo i documenti resi noti dall'associazione francese 'Sortir du nucleaire', "alcune modalità operative del reattore Epr potrebbero causare un'esplosione del reattore a causa di un possibile incidente conseguente all'espulsione di gruppi di barre di controllo", le barre utilizzate per controllare la reazione a catena nel reattore. Greenpeace ricorda che la caratteristica progettuale - vale a dire adattare la potenza del reattore alla richiesta istantanea sulla rete - "E' legata a ragioni economiche". Infatti, sostengono gli ambientalisti, se i costi di progetto dell'elettricità di un Epr sono di circa 40 euro al megaWattora e, con il lievitare dei costi a 5 miliardi per reattore, salgono a 55, i prezzi dell'elettricità di base in Francia sono di circa 30-35 euro al megaWattora". Per cui "l'unico modo per rendere economico un reattore nucleare in queste condizioni sarebbe quello di consentire una potenza variabile e dunque poter produrre elettricità per i picchi quando questa costa oltre il doppio dell'elettricit. di base". Le società francesi Edf e Areva, continua Greenpeace, "hanno cercato di trovare una soluzione ai rischi emersi per certe modalità di funzionamento, ma senza riuscirci e senza coinvolgere in alcun modo l'Autorità di sicurezza nucleare (Asn), che S rimasta all'oscuro di tutto". L'organizzazione ambientalista sostiene che secondo i calcoli di Edf e Areva, il sistema di comando delle barre di controllo e la loro disposizione "potrebbero provocare un incidente" con l'espulsione delle barre di controllo in fase di bassa potenza, con perdita di liquido di raffreddamento e rilascio di vapore altamente radioattivo nel sistema di confinamento del reattore. Insomma, "emerge dunque un rischio di esplosione e la possibilità che il reattore non vada in arresto automatico", denuncia Greenpeace. La possibile rottura degli elementi di combustibile, conclude, "può portare a un elevato rischio di 'escursione di criticita portando il reattore fuori controllo".
 

Fonte: Dire

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