Il giornalista e scrittore Richard Louv ne aveva teorizzato l’esistenza nel 2006 in un libro di grande successo e da quel momento ad oggi negli Stati Uniti e in Spagna sono nati movimenti organizzati che propongono alternative al problema.
Si tratta di quello che è stato definito disordine da deficit di natura: non una vera e propria patologia, ma una condizione di vita che porta i bambini a manifestare sintomi e segnali che trovano la loro origine più profonda nella mancanza di contatto con la natura.
Disturbi dell’attenzione, svogliatezza, a volte vera e propria depressione, ansia e persino l’obesità paiono avere una stretta correlazione con la deprivazione subita da queste ultime generazioni di bambini, cresciuti chiusi fra le quattro mura di casa, in città soffocate dal traffico dove gli spazi verdi sono ridotti quando non assenti del tutto.
Il libro-denuncia di Louv è stato preceduto da diversi studi che supportano la sua tesi, come quello pubblicato sulla rivista Environment and Behaviour, secondo cui i bambini che riescono ad immergersi in un paesaggio popolato di alberi e di piante beneficiano di una notevole riduzione dello stress...
Sempre nell'articolo:
>> Il disturbo da deficit di natura
>> L'Ecopsicologia
>> Crescere nella natura
>> Le scuole nel bosco
L'articolo è disponibile nel numero di Marzo 2010 di Terra Nuova versione eBook.
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