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Non distruggete la montagna di Michelangelo!
05/03/2010 - gab
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Un progetto di escavazione minaccia il bacino del Monte Altissimo in Alta Versilia. L'azienda Henraux intende riaprire la cava, ma il territorio non gli appartiene: un comitato di cittadini rivendica il diritto di uso civico. Il Parco delle Apuane intanto apre un'inchiesta pubblica

L'Altissimo si impone sulla visuale del litorale versiliese. Con le sue braccia stringe a sé un gruppo di paesini abbarbicati sulla montagna. Territori di irripetibile fascino, in preda al progressivo spopolamento di un'area, l'Alta Versilia, che ha tutte le carte in regola per dar luogo a nuove forme sostenibili di economia incentrata su un ecoturismo partecipato di qualità. Un potenziale mai utilizzato, favorito dalla presenza del mare vicino e dal richiamo internazionale della zona. Già gravemente minacciata dal traffico pesante del comparto industriale marmifero il territorio rischia adesso di essere investito da un nuovo progetto di escavazione proprio là, sulla montagna cara a Michelangelo. Le tecniche e l'uso della risorsa ovviamente oggi non sono quelli di allora. 
l progetto di escavazione sul Monte Altissimo prevede di cavare 180.000 tonnellate in 7 anni, di pregiatissimo marmo statuario. 
Ma quanto è sostenibile questo piano avallato dalla Regione Toscana? Quale la ricaduta sull'ambiente e sull'economia locale? 
Il Parco Regionale delle Alpi Apuane, su richiesta del Comitato Usi Civici e dal Circolo di Legambiente di Montignoso, ha fatto istanza di una verifica integrativa sul piano di coltivazione presentato dalla Henraux. "Quelle terre sono di proprietà collettiva"è la rivendicazione del Comitato, che l'azienda aveva inizialmente escluso dalla trattativa con le amministrazioni. Il giudice per gli Usi Civici di Roma, dott. Catalani, adesso invece ha dato ragione agli abitanti delle comunità locali, facendo mettere a verbale che l'Azienda dovrà far sedere al tavolo della trattativa insieme a Comune e Regione anche il Comitato Usi Civici.

Le preoccupazioni principali del Comitato locale però, oltre a contemplare la messa in pericolo del patrimonio ambientale, si concentrano sull'esiguo beneficio per la comunità locale, laddove regolarmente si rivendica una ricaduta sulla filiera corta, regolarmente disattesa, come nel caso delle cave delle Cervaiole.
Un'area contigua al Monte Altissimo, in cui l'azienda è attiva con un nuovo piano di estrazione salutato nel 2006 come sostenibile e salvifico per il comparto locale. La località su sito Henraux è descritta con parole suadenti. "Pareti vertiginose, candide e lucenti, uno scenario indimenticabile". Indimenticabile? Certo gli abitanti e tutti gli innamorati della Versilia si ricordano forse come erano le Cervaiole 10 anni fa, ma il taglio del cucuzzolo ha un impatto visivo del tutto evidente.  Con le tecniche estrattive attuali infatti montagne sono destinate a sparire...e farsi dimenticare in poco tempo.
La strategia di escavazione per l'Henraux del resto sembra l'unica perseguibile. Il comparto marmifero attraversa da anni una crisi strutturale aggravata dal crollo dei prezzi. Un calo vertiginoso dei marmi lavorati, mentre va decisamente l’export dei blocchi e delle lastre di marmi.

La presenza di criticità ambientali e produttivo-occupazionali sulla cava Macchietta è stata segnalata, in varia misura, anche nelle osservazioni della sezione Versilia di Italia Nostra, del CAI (Regione Toscana) e della Fillea-CGIL (Provincia di Lucca), senza dimenticare l'articolata nota del Comune di Seravezza, in qualità di amministrazione competente.

Il Comitato Usi Civici di Seravezza intanto ha elaborato un progetto di gestione sostenibile delle terre di uso civico che prevede di valorizzare le risorse ambientali, storiche, culturali ed umane creando nuove occasioni di sviluppo, coinvolgendo tutti i componenti della comunità locale interessati alla realizzazione degli interventi previsti ed alla successiva gestione delle attività. 
Tra i 10 ambiti territoriali individuati dal progetto figura anche quello del monte Altissimo che prevede le seguenti azioni progettuali:
- ridimensionare le superfici estrattive ad alto impatto ambientale e paesaggistico;
- legare la possibilità estrattiva alla reale trasformazione nel comprensorio;
- organizzare il turismo attratto dai paesaggi di cava e dalle tradizioni culturali del marmo;
- realizzare percorsi escursionistici, naturalistici, alpinistici, archeologici, didattici, ciclabili, equestri e tematici (cave, pievi, grotte);
- allestire itinerari finalizzati alla conoscenza dei luoghi in tutti i suoi aspetti (naturali, storici, culturali);
- spostare l’attenzione degli imprenditori dalla quantità alla qualità del prodotto, fissando un tetto annuo di produzione;
- limitare l’estrazione dei materiali ornamentali di valore storico;
- eliminare le attività di estrazione di inerti;
- valorizzare le funzioni storiche, scientifiche, culturali e didattiche dei siti estrattivi, delle vie di lizza, dei percorsi storici di accesso.

Il Consiglio direttivo del Parco intanto ha stabilito la data del 30 aprile come termine ultimo di conclusione dell'inchiesta pubblica. I tempi indicati consentono di svolgere un'adeguata verifica suppletiva, senza determinare interruzioni o sospensioni dei termini dell'istruttoria ordinaria. Nell'atto di indizione dell'inchiesta viene ricordato come la Henraux Spa - proponente l'attività estrattiva - abbia già provveduto alla presentazione pubblica del progetto il 23 dicembre scorso, ripetendo l'iniziativa il 16 gennaio successivo su richiesta del Parco.
Gli enti e le associazioni di cittadini interessati riceveranno indicazione specifica a segnalare nominativi di esperti in materia, con il corredo dei loro curricula, da trasmettere al Parco entro e non oltre venerdì 5 marzo 2010, al fine di consentire l'immediata attivazione dell'inchiesta.


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