Il primo nucleo familiare che abiterà la casa antisismica ed ecologica, dove ci si scalda con il camino e si usa la cucina economica a legna, è composto da Piero Lopez, cinquant'anni, contadino, la moglie e i genitori, settantasei anni il padre e ottantatre la madre. Per loro - dopo mesi in roulotte - una casetta da cinquantaquattro metri quadrati. Immersa nel verde, davvero, circondata da campi e montagne in questi giorni innevate.
“Fino ad ora la paglia la usavo per gli animali - scherza Lopez - non avrei immaginato che fosse ottima per le case. Con questa inaugurazione Pescomaggiore inizia una nuova vita”. Nella casa mancano ancora i mobili: “Il tempo di farli arrivare e verremo a vivere qui - aggiunge il nuovo abitante - intanto vanno avanti i lavori per le altre case”. Che per ora sono quattro, a buon punto, per un totale previsto di sette.
Una grande festa
Sabato 27 febbraio c'erano davvero tutti, dai componenti del Comitato per la rinascita di Pescomaggiore agli architetti di Bag studio mobile (loro la progettazione di Eva), fino agli anziani del paese e agli amici sparsi un po' in tutta la zona nei Map, i Moduli abitativi provvisori consegnati dal Governo. Un'intera giornata di musica, soddisfazione, esempio di creatività e concretezza. Accompagnata da un ottimo pranzo in cantiere e vera atmosfera conviviale.
Per costruire l'ecovillaggio sono arrivati più di cento volontari da tutta Europa. Alcuni sono tornati per l'inaugurazione, che ha calamitato anche molti ragazzi da tutta Italia, incuriositi da questo esperimento perfettamente riuscito.
“Questo intervento - spiegano i responsabili del Comitato - si muove all'insegna della laboriosità e della trasparenza e si basa sulla partecipazione dei beneficiari alla progettazione e alla realizzazione dei moduli abitativi. Un risultato reso possibile dalla solidarietà diffusa tradottasi in quasi 85mila euro di donazioni giunte da famiglie, associazioni e imprese e nell'aiuto decisivo dei volontari”. Il progetto non ha alcun sostegno governativo, per i lavori sono stati spesi fino ad ora 193mila euro, tanto che da Pescomaggiore rilanciano l'appello: “Abbiamo realizzato la prima casa grazie alle donazioni, ci auguriamo che la solidarietà dimostrata fino ad ora nei nostri confronti prosegua”.
I beneficiari del progetto e i volontari sono riuniti nell'associazione Misa: operano per il recupero del centro storico, lo sviluppo di attività agrituristiche, la conservazione dell'agrobiodiversità, del paesaggio e della memoria orale della comunità. Il piano per far rinascere il borgo si sviluppa sui quattro assi di Alma, ovvero Abitare, Lavoro, Memoria, Ambiente.
L'inaugurazione di sabato 27 febbraio è stata anche occasione per presentare i primi prodotti della terra di Pescomaggiore, dal farro alle farine. “Per quello che abbiamo passato, siamo consapevoli che l'esperienza fa la forza - aggiungono i componenti del Comitato - e siamo convinti che non possano esserci ricostruzione e futuro senza memoria senza lavoro”.
L'euforia dell'inaugurazione del villaggio non fa dimenticare le richieste avanzate al Governo: “La sollecita assegnazione agli sfollati del paese dei due Map realizzati a Pescomaggiore da oltre due mesi e ancora vuoti e l'adozione di strumenti normativi e pianificatori la cui assenza blocca la costruzione del centro storico”.
(foto di Valentina D'Ascanio)
Il sito di riferimento del progetto è: http://eva.pescomaggiore.org