In Europa è stato fatto un grosso passo avanti verso il riconoscimento delle medicine non convenzionali, anche se i suoi risultati concreti potrebbero forse tardare rispetto all'atteso. Il 17 2009 in Svizzera i cittadini hanno votato a favore dell'introduzione nella Costituzione di un articolo che fa esplicito riferimento alle medicine non convenzionali.
I sì hanno raggiunto il 67% come media nazionale, con punte del 78,4% nel cantone Vaud e del 77,9% a Ginevra. Il risultato è il riflesso di quanto avvenuto in sede parlamentare: ad eccezione dell'Unione democratica di centro e di alcune sezioni cantonali del Partito liberale radicale, tutti gli altri grandi partiti svizzeri si erano pronunciati a favore dell'articolo. Si tratta del primo Paese europeo dove viene fatto un simile passo.
Ecco il testo del nuovo articolo 118° della Costituzione Federale svizzera: "Il governo federale e i cantoni assicurano che, nell'ambito dello scopo della loro giurisdizione, le medicine complementari saranno prese in considerazione ". Jorg Fritschi, presidente dell'Unione delle organizzazioni svizzere che si occupano di medicine complementari e uno dei promotori del referendum, ha affermato però che il processo per ottenere risultati concreti non sarà breve.
Il Ministro della sanità svizzero Pascal Couchepin, che non è favorevole ad introdurre le medicine complementari nel sistema dei rimborsi del servizio sanitario nazionale, nel 2005 le aveva mantenute al di fuori del pacchetto di misure approvate. Proprio da quella decisione era nata la campagna delle organizzazioni svizzere per promuovere il referendum.
Couchepin ha chiesto a tali organizzazioni di fornire al governo le prove dell'efficacia delle medicine non convenzionali entro ottobre e una decisione su come procedere verrà presa non prima della primavera 2010.
Peraltro, durante la campagna referendaria, Couchepin aveva ricordato che in ogni caso per applicare il nuovo articolo costituzionale occorrerà elaborare una nuova legge. Per i fautori delle medicine complementari, il ministro della sanità non può comunque più tergiversare: "Pascal Couchepin ha sempre detto che non si sarebbe lasciato impressionare, ma con oltre i due terzi di sì, la pressione popolare è forte" ha dichiarato la consigliera socialista Simonetta Sommaruga. E se Couchepin non dovesse reintrodurre queste prestazioni nel catalogo di quelle da rimborsare, sarà il parlamento o il suo successore a farlo, ha aggiunto.
Le cinque medicine alternative più diffuse in Svizzera sono l'omeopatia, la fitoterapia, la terapia naturale, la medicina tradizionale cinese e quella antroposofica. Incluse provvisoriamente nel 1999 nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione obbligatoria a condizione che fossero praticate da medici con il certificato di capacità FMH, esse sono state stralciate appunto nel 2005.
In Svizzera circa 20 mila terapeuti non medici e circa 3000 medici praticano medicine complementari. Il dibattito sul rimborso delle medicine complementari si è aperto in Svizzera alla fine degli anni '90, in seguito all'entrata in vigore della Legge federale sull'assicurazione malattie.
I costi delle cinque medicine alternative a carico dell'assicurazione malattia obbligatoria nel 2004, ossia l'anno prima del loro stralcio, sono ammontati a 25 milioni di franchi, somma pari allo 0,13% del totale dei costi dell'assicurazione di base e a una media di 30 centesimi al mese per assicurato.
Articolo tratto da Terra Nuova - Settembre 2009
Le nostre riviste: TERRA NUOVA e SALUTE E'
Acquista ultimo numero
Abbonati alla rivista
Acquista un arretrato
I libri di Terra Nuova Edizioni
Visita lo shop on line