Il nome greco delle noci, «karya», ci rimanda al mito di Caria, un’affascinante fanciulla di cui si innamorò Dioniso. Quando le sue sorelle furono pietrificate da Apollo per aver infranto un suo voto, Caria ne morì di dolore e Dioniso, impietosito, la trasformò in Noce, albero fecondo di frutti nutrienti, vitali.
Questo mito si collega ad un altro più antico, preellenico: il nome di Caria deriva da Kàr, arcaica divinità sorella di Thànatos, la Morte. Dallo stesso nome deriva quello di Core o Persefone, la Proserpina dei Latini, dea della vegetazione, che ogni anno, sotto il cielo dello Scorpione, si ritira nel mondo sotterraneo da suo marito Plutone, governatore di questo segno e Signore degli Inferi, per esserne nuovamente fecondata, rigenerata.
Il nostro albero perciò, stando al mito ed ai suoi simboli, ha una natura polare, in bilico tra il mondo supero governato da Giove e quello infero dominato da Plutone. Questa duplice valenza di vita e di morte faceva del Noce un pianta atta a simboleggiare i riti di passaggio. Non è un caso perciò che tra i Fiori di Bach proprio quelli del Noce siano stati da lui indicati per rafforzare il nostro equilibrio psichico nei momenti di cambiamento nelle diverse fasi della vita: pubertà, matrimoni, divorzi e così via o anche, semplicemente, nel passaggio, sotto il segno dello Scorpione, dalla fase diurna, estiva e luminosa dell’anno a quella più notturna, invernale e cupa.
Se i fiori del Noce possono essere utili per affrontare a livello psichico nel migliore dei modi «il mese dei morti», a livello meno sottile, più grossolano, la fitoterapia si è sempre servita delle foglie e dei frutti del nostro albero per i medesimi scopi, vale a dire per rafforzare il nostro organismo liberandolo da tossine e scorie e per rifornirlo, contemporaneamente, di preziosi nutrienti.
Gli estratti del Noce favoriscono queste azioni depurative e curano eventuali disturbi a carico degli organi preposti a queste funzioni, comprese alcune affezioni della pelle, un altro degli organi emuntori attraverso i quali ci liberiamo delle tossine. È interessante notare come insieme a queste virtù curative il Noce, soprattutto grazie ai suoi frutti, sia in grado di rifornire il nostro organismo proprio di quelle sostanze nutritive di cui quei disturbi denunciano la carenza; ad esempio, per quanto riguarda la cute, di quella vitamina F, chiamata anche «vitamina della pelle», che ne contrasta l’invecchiamento, ne mantiene l’elasticità, ne impedisce secchezza e desquamazione ed aiuta a rinnovarne i tessuti.
Scheda sintetica: Noce (Juglans regia)
- Famiglia: Iuglandacee
- Simbologia planetaria: Plutone, Giove
- Parti utili: le foglie
- Principali costituenti: olio essenziale, tannini, flavonoidi, sostanze amare, juglone, acido ascorbico, sali minerali. Il gheriglio della noce è particolarmente ricco di nutrienti: glucidi, protidi, vitamine A, B1, B2, B5, C, F, P. Zinco, rame, magnesio, potassio, ferro, fosforo.
- Proprietà medicamentose: astringenti, amarotoniche, depurative, sfiammanti, decongestionanti, antisettiche, ipoglicemizzanti, drenanti linfatiche, purificanti della pelle.
- Impiego terapeutico: astenie, affaticamento cronico, dermatosi anche di origine fungina, Candida albicans, forme acneiche, desquamazioni del cuoio capelluto (forfora), angine ed afte della mucosa orale, insufficienza venosa, emorroidi, vulvovaginiti, leucorrea, diarrea, linfatismo, insufficienza pancreatica e forme lievi di diabete.
Come si usa
- Infuso: 10 grammi in mezzo litro d’acqua bollente; lasciare riposare per 15 minuti. Berne tre tazze al dì.
- Tintura Madre: 30 gocce in mezzo bicchiere d’acqua 3 volte al dì.
- Decotto per uso esterno (sciacqui, lavaggi, gargarismi, impacchi, irrigazioni vaginali ecc.): 40-50 grammi in un litro d’acqua, bollire per 5-10 minuti.
Per usufruire dei preziosi nutrienti contenuti nel gheriglio della noce, conviene introdurla nella dieta come frutta secca o anche utilizzare in insalate l’ottimo olio alimentare che da lei si estrae.
Attenzione: per tutti i preparati a base di Noce vanno esclusi i recipienti metallici, optando per quelli in terracotta, porcellana o vetro.
Precauzioni: evitare l’uso del Noce in presenza di tinnitus (rumore, ronzio auricolare).
(Avvertenza: le informazioni e le indicazioni di cui sopra non intendono fornire diagnosi e prescrizioni per casi specifici, né possono sostituire la consultazione medica)
La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Novembre 2009 di Terra Nuova e in formato ebook.