Dall'Italia alla Francia, dalla Germania all'Austria, fino agli Usa, si legge in una nota, le ricerche sull'effettivo impatto degli insetticidi neurotossici dimostrano "la loro subdola e persistente azione killer per le api e tutti gli insetti utili". "I 'venditori di chimica' e le multinazionali degli agrofarmaci - afferma il presidente Unaapi, Francesco Panella - conoscono bene i rischi e le conseguenze legate all'uso di queste molecole tossiche, ma forti della delega fiduciaria che godono presso le varie autorità nazionali ed europee sviluppano i loro lucrosi businnes cercando di sollevare cortine fumogene. Se oggi ringraziamo il ministro Zaia e le Regioni per lo stop all'uso dei neonicotinoidi 'killer' delle api almeno sul mais, altrettanto non si può constatare nel mondo". Durante i lavori sono state illustrate le situazioni in diversi Paesi; è stata poi ricordata la scoperta del professor Girolami dell'Università di Padova secondo la quale le piante essudano e riespellono (è il fenomeno della 'guttazione') il veleno tossico con cui è 'conciato' il loro seme o la sostanza che gli è stata irrorata. Si è anche accertato che la rugiada può essere progressivamente avvelenata dalla graduale cessione chimica che proviene dalla linfa della pianta. Dalla conferenza dell'Apicoltura professionale di Chianciano, si legge ancora nella nota, è inoltre emerso che le multinazionali della chimica, proprio grazie alla 'guttazione', verificano la stabilità nel tempo dell'inglobamento nella pianta dei principi attivi insetticidi. "I 'venditori di chimica' - ha detto ancora Panella - sono più che coscienti di questo meccanismo di contaminazione e di gran rischio per tutta la fauna, ma hanno fatto ben attenzione a tenere la bocca chiusa pur di continuare a vendere, vendere e contaminare".
Fonte: Ansa