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Coesistenza con gli ogm: l'Italia non è pronta?
26/01/2010 - gab
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Il provvedimento sulle linee guida di coesistenza degli Ogm con le altre coltivazioni che è stato rinviato dall’esame della conferenza Stato-Regioni.

La Conferenza Stato-Regioni avevano in calendario l'approvazione delle Linee guida per le normative regionali di coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e geneticamente modificate. Ma la discussione scottante è stata rinviata su proposta dell'assessore dell'Emilia-Romagna Tiberio Rabboni.

Il testo in sostanza avrebbe aperto il nostro Paese alle coltivazioni ogm. Il decreto era da inviare per il "via libera" a Bruxelles da dove sarebbe stato poi recapitato alle 20 Regioni italiane per le disposizioni applicative.

Per motivi a volte opposti, quell'ipotesi di decreto non piace più nessuno. Non ai sostenitori degli ogm (Confagricoltura in testa). E gli stessi promotori avanzano dubbi sulla sua applicabilità, riconoscendone le implicite difficoltà operative, organizzative, finanziarie. La Coldiretti lo boccia senza attenuanti. Contrario anche il ministro Zaia.

L'Europa di Barroso ha una politica ambigua in tema di ogm. L'esecutivo europeo chiamato Barroso 1 ha avuto per cinque anni all'Agricoltura Mariann Fischer Boel, dura con gli ogm, favorevole alle produzioni biologiche. Nel Barroso 2, è stata silurata e al suo posto c'è il romeno Dacian Ciolos, che non ha detto molto, per ora, sul tema specifico.

Fonte: Greenplanet


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