Sarebbe bello poter fare tutti senza pannolino. Il problema sarebbe presto risolto: si inquina meno, ci guadagnano i sederini e i nostri portafogli. Ecco che in questo articolo potremmo allora puntare il dito contro una maggioranza di genitori irresponsabili. Ne vale la pena? Crediamo di no. La cautela è d’obbligo. Non solo perché la cacca è un argomento di per sé delicato, ma perché la realtà quotidiana dei più benintenzionati genitori è fatta di ritmi frenetici, stress di lavoro, con i figli che vengono parcheggiati un po’ dai nonni, negli asili, un po’ scarrozzati qua e là dietro gli impegni di mamma e papà. Invece di instillare inutili sensi di colpa, crediamo sia meglio dare empatia agli sforzi e alle buone intenzioni di chi ogni giorno cerca di compiere al meglio il suo ruolo di genitore.
Il pannolino monouso, sebbene non ci risparmi affatto il contatto con la cacca dei nostri pargoletti, ci dà l’illusione di interpretare al meglio questa tradizione «igienista». Inventato per i genitori più che per i bimbi, è apprezzato per la semplicità rituale: si impacchetta l’escremento, si getta nella spazzatura e amen. I pargoletti vivono i primi tre anni della propria vita con i genitali avvolti in sacchetti di plastica non traspiranti. Dal punto di vista delle aziende è un sistema a catena che «funziona»: le reazioni automatiche di arrossamenti e dermatiti garantiscono risultati ad ampio raggio, alimentando un’industria fiorente di creme, unguenti e salviettine. Per di più le industrie del monouso hanno la garanzia di fidelizzare con i «piccoli clienti inconsapevoli» fino ad un’età avanzata. Sentendosi asciutti, i bambini non percepiscono la reazione di causa effetto tra stimolo e funzione. In questo modo protraggono per più tempo, anche fino ai 3 anni, l’uso del pannolino. In totale sono circa 5000 pannolini. Se fissiamo la spesa minima di circa 30 centesimi a pannolino, alla fine della fiera, nel migliore dei casi, abbiamo speso 1500 euro. Allo stesso tempo avremo prodotto circa una tonnellata di rifiuti solidi urbani....
PLUS - Pannolini per bebè... e non solo: Prodotti ecologici anche per il ciclo mestruale
L’argomento evidentemente è un po’ difficile. Si fa un gran parlare dell’impatto ambientale dei pannolini usa e getta per neonati e bambini, ma si dice ben poco riguardo agli assorbenti per il ciclo mestruale femminile. Anche la matematica per questi ultimi gioca a sfavore. Dagli assorbenti lavabili alla coppetta mestruale, ecco le soluzioni ecologiche per il ciclo mestruale femminile....
Sempre nell'articolo:
>> Psicologia della cacca: l’usa e getta al potere
>> L’usa e getta convenzionale
>> Le alternative naturali:
- Il monouso ecologico
- Pannolini lavabili: solo tre minuti in più!
- Il progetto Pannolino Amico
>> Culetto asciutto a quale costo?
>> Ricerca scientifica: chi inquina di più?
>> Incentivi per i lavabili
>> Box 1: Senza pannolino… e senza forzature!
>> Box 2: Tipologie di pannolini lavabili a confronto
- All in one (AIO) Tutto in uno
- Pocket
- Due pezzi (Ciripà, pannolini inserto, prefold e sagomati)
- Fitted con bottoncini o velcro
>> Box 3: Ciclo vitale di «lavabili» e «usa e getta» per un bambino in 2 anni e mezzo
>> Box 4: Pannolini in cotone: c’è chi te li lava
La versione completa dello SPECIALE PANNOLINI di Gabriele Bindi è disponibile nella versione eBook del numero di Febbraio 2010.
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