642 donne e uomini hanno rappresentato 450 associazioni e comunità rurali di ben 93 paesi diversi, durante le quattro giornate svoltesi a Roma nel novembre 2009 in parallelo, ed in contrappunto, al vertice Fao sulla sicurezza alimentare.
Quello di novembre è stato il secondo Forum Mondiale per la Sovranità Alimentare. La differenza tra sicurezza e sovranità alimentare la sottolinea Neto, un delegato del gruppo giovani del movimento Sem Terra. La fame nel mondo, che colpisce oggi oltre un miliardo di persone, è lo sfondo dell’intero evento: mentre gli organismi internazionali trattano il tema in termini quantitativi, incoraggiando improbabili sistemi tecnologici che garantiscano maggiori raccolti, le comunità rurali si trovano ad affrontare problemi quali l’accesso alla terra, la disponibilità di cibo locale, la modalità di approvvigionamento delle città, e soprattutto si trovano da soli a difendere un sistema di produzione ecologico, che rispetta Madre Terra.
Sulla piazza del Campidoglio ci sono Maori, indiani d'America e indiani dell'Asia che si rivolgono al pubblico con parole di fratellanza ed intonano un canto tradizionale. Ci sono popoli indigeni, pescatori, agricoltori e pastori che provengono da zone diverse del pianeta: Islanda, Canada, Sahara, Indonesia, Cina… Vivono problemi quali l’invasione della gambericoltura industriale, la mancanza d’acqua, l’accaparramento delle terre o dei beni comuni, la costruzione di complessi turistici sui tracciati di transumanza...
Sempre nell'articolo:
>> L'importanza del legame con la terra
>> Linguaggio semplice, dialogo, passione e concretezza
>> La dichiarazione finale del Forum
La versione completa dell'articolo "In difesa di Madre Terra" di Giada Saint Amour De Chanaz è disponibile nel numero di Gennaio 2010 di Terra Nuova.
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