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Terra Nuova - Gennaio 2010
18/01/2010 - F.G.
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Il sommario del numero di Gennaio 2010 di Terra Nuova, il mensile per l'ecologia della mente e la decrescita felice.





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Sommario n. 246 - Terra Nuova Gennaio 2010


BIONEWS   
L’olio di palma inquina anche l’aria
a cura di Gabriele Bindi

CONSIGLI PER I NON ACQUISTI
Saldi invernali
di Silvia Ricci

DALLA PARTE DEI BAMBINI
Insegniamo ai bambini ad amarsi

ALIMENTAZIONE E SALUTE   
Insonnia: ecco le cure naturali
di Giuliana Lomazzi

ALIMENTAZIONE NATURALE   
Pappe a confronto
di Michela Trevisan

CUCINA NATURALE   
Menu del dopo feste
di Alice Savorelli

PASTICCERIA NATURALE
Biscotti al naturale
di Pasquale Boscarello

INCHIESTA   
La plastica vegetale è davvero sostenibile?
di Alexis Myriel

NUOVI PARADIGMI
La tirannia delle mode
di Charty Durrant

BIOEDILIZIA   
Ogni casa ha bisogno di un buon cappotto
di Gabriele Bindi

ESPERIENZE   
Nutrire la mente
di Thich Nhath Hanh

NUOVE PROFESSIONI   
Lavori verdi: un’opportunità concreta
di Maria Ferdinanda Piva

ECOTURISMO   
Lungo la valle del Draa
testo e foto di Alessandro Vergari

L’ALMANACCO DI TERRA NUOVA

NELL’ORTO A GENNAIO - Gli arnesi giusti
ECO FARE - Spugne con materiali di recupero
AVANZI PREZIOSI - Crocchette di lenticchie, zucca e curry
MINIMA RURALIA - Semi di casa
LA CAREZZA DEGLI ASTRI - Acquario
 
ALTROMONDO
In difesa di Madre Terra   
di Giada Saint Amour di Chanaz

EQUO E SOLIDALE       
Le botteghe del mondo oltre la crisi   
di Gabriele Bindi
Acqua: i rischi della privatizzazione   
di Alexis Myriel


Sommario n. 49 -  Salute è
Il supplemento mensile al periodico Terra Nuova completamente dedicato alle medicine naturali, al benessere di mente-corpo-spirito, alle arti per la salute.

INCHIESTA   
Vaccino antinfluenzale A: le prime vittime
di Beatrice Salvemini

RIMEDI NATURALI    
Tea tree oil: un rimedio “essenziale”
di Silvia Moro

PAGINE VERDI
Salute naturale - La lunga strada delle Medicine Non Convenzionali
Alimentazione naturale - Segale: un cereale ritrovato
Bioedilizia - La palazzina più ecologica d'Italia
Ecotessuti - La moda è biologica
Ecocosmetici e detergenti - Tatuaggi e tinture sotto accusa
Ecoturismo - A Verona il primo master sul turismo locale sostenibile - Mettti la testa in valigia e parti
Bacheca - Spazio aperto per gli annunci dei lettori


I libri di Terra Nuova Edizioni    

LA PENNA AI LETTORI   

SPUNTI DI VISTA    
La nuova pandemia
di A. Nonimo

Editoriale a cura di Mimmo Tringale: I ladroni dell’acqua

In questi giorni mi è tornato in mente un vecchissimo film di Kurosawa ambientato in Siberia. Dersu Uzala, il protagonista della storia, vissuto fino ad età matura nella Taiga, una volta approdato in città rimane stupito dalle numerose stranezze della vita urbana, e di una in particolare: il fatto che l’acqua, così abbondante in natura, si debba acquistare. In altre parole che ci sia un padrone dell’acqua.

Questo film del ‘75 è diventato improvvisamente attuale con la conversione in legge del decreto Ronchi, che in qualche modo obbliga i comuni ad affidare a privati o a società miste la gestione di servizi pubblici, tra cui l’acqua. Con questo semplice atto legislativo dunque, l’acqua da bene comune diventa ufficialmente merce, oggetto di speculazione. Una speculazione che ovviamente non si ferma ai confini nazionali, ma ha assunto da tempo dimensioni mondiali.

Perché tanto interesse? La risposta è molto semplice: l’acqua non solo è una risorsa essenziale, ma sta diventando sempre più rara. Già oggi, un miliardo di persone non hanno accesso diretto a fonti idriche e secondo un recente rapporto della McKinsey & Co. nel 2030 la domanda globale d’acqua supererà del 40% la disponibilità effettiva. Più domanda e meno offerta significa automaticamente prezzi più alti: grandi affari per chi come le grandi multinazionali Suez-Lyonnaise, Vivendi-Generale, Saur-Bouygues, Danone e Nestlé si stanno accaparrando in tutto il mondo sorgenti, reti idriche pubbliche e società private.

Per l’economista Riccardo Petrella, la privatizzazione dell’acqua non è una soluzione efficace né dal punto di vista politico, né da quello sociale, economico ed ambientale. «Non è giustificabile» afferma Petrella «considerare l’acqua come una fonte di profitto. In quanto fonte di vita, l’acqua è un bene patrimoniale che appartiene agli abitanti del Pianeta. La privatizzazione del petrolio è stata e resta un errore storico fondamentale, che non può essere ripetuto: bisogna impedire la petrolizzazione dell’acqua».

La buona notizia è che nonostante l’approvazione della legge qualcosa si può ancora fare: la Valle d’Aosta ha detto no alla privatizzazione dell’acqua e la Regione Puglia ha ripubblicizzato l’acquedotto pugliese; mentre il Forum dei movimenti per l’acqua ha lanciato una petizione popolare per «l’acqua bene comune». Informazioni più dettagliate sul vasto movimento sorto contro la privatizzazione dell’acqua sono riportate nell’articolo a pag. 59. L’invito è che ognuno faccia del suo meglio per evitare l’ennesimo scippo di un bene comune, così prezioso e fondamentale per la vita.

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