Il 19 novembre scorso, con il voto di fiducia, il Parlamento ha dato il via libera alla conversione in legge del cosiddetto decreto Ronchi che, all’articolo 15, definisce i criteri per l’affidamento totale ai privati o a società miste pubblico-private dei servizi pubblici di rilevanza economica, quindi anche l’acqua e i rifiuti. Un vero business che viene sancito definitivamente con l’ultima di una serie di norme che hanno tutte portato nella stessa direzione.
L’attenzione e la mobilitazione si sono concentrate sull’acqua, bene indispensabile alla vita che, se trasformato in oggetto di speculazione, non è più un diritto. E si preannunciano scadimento notevole della qualità dell’acqua erogata e aumento altrettanto considerevole delle tariffe. Ma tanto ci sarà da fare anche sul fronte dei rifiuti, già prima ad altissimo rischio di speculazione anche al di fuori della legge...
Sempre nell'articolo:
>> La Legge n 36 del gennaio 1994
>> L'affidamento in house
>> Il servizio idrico ad Arezzo: dal 1999 in mano ad una multinazionale francese
>> Come ci si può difendere dalla privatizzazione?
>> E se venissero privatizzate anche le sorgenti?
La versione completa dell'articolo "Acqua: i rischi della privatizzazione" di Alexis Myriel è disponibile nel numero di Gennaio 2010 di Terra Nuova e nella versione eBook.
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