Quando si parla di alternativa «ecologica» alla plastica tradizionale, il riferimento va subito alle plastiche biodegradabili, chiamate ormai nel gergo comune «bioplastiche», che vengono prodotte per lo più utilizzando amido di mais, patate, barbabietole o altre sostanze di natura vegetale.
Ma è veramente pensabile, sostenibile ed ecologico sostituire anche solo parte la plastica tradizionale con altrettanta bioplastica? Le plastiche biodegradabili possono essere giudicate realmente sostenibili?
I costi delle materie prime alimentari sono sempre più alti, resta irrisolto il problema del mancato accesso a tali materie prime per fette molto ampie di popolazione in paesi del Terzo Mondo, siamo di fronte ad una inesorabile erosione delle terre coltivabili a causa della cementificazione, del disboscamento e della desertificazione, nonché ad un impoverimento dei terreni coltivati sottoposti troppo spesso a coltivazione intensiva.
È dunque sostenibile pensare di utilizzare terreni per coltivare potenziale cibo che sarà poi destinato a tutt’altro utilizzo?
La versione completa dell'articolo di Alexis Myriel è disponibile nel numero di Gennaio 2010 di Terra Nuova e nella versione eBook.
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