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Limiti di velocità: Matteoli dà i numeri!
10/12/2009 - gab
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Intervistato alla Radio Anch'io si lascia scappare una castroneria indegna di un ministro e ribadisce le sue intenzioni di spostare il limite di velocità ai 150 km/h. Nel frattempo la Commissione Ue dice all'Italia che manca un piano nazionale antismog.

Dai microfoni di Radio Anch'io il ministro si lascia scappare una castroneria enorme. Rispondendo all'appunto di un ascoltatore che dice "con i limiti a 150 km/h si consuma e si inquina di più, il ministro dice: "Sì è vero quando si va più forte si consuma di più, ma si sta meno in strada e quindi c'è un vantaggio anche per l'inquinamento".

Un'autentica fesseria, indegna per un ministro della repubblica, che ha presieduto anche il ministero dell'Ambiente e che crediamo debba soppesare di più le parole quando si parla di inquinamento. L'atmosfera infatti non fa sconti a nessuno e non premia chi arriva primo. Per percorrere una data distanza, con una media di 20 km/h superiori si consuma e si inquina in misura superiore del 20 o 30%. Se si preme sul pedale significa consumare più carburante e quindi immettere più CO2.
Ma come sottolinea anche Greenpeace crescerebbero anche le emissioni degli altri pericolosi inquinanti che fuoriescono dal tubo di scappamento come polveri sottili, monossidi e anidride solforosa.

L'associazione cita uno studio pubblicato questi giorni da Transport and Environment (la Federazione Europea per il Trasporto e l’Ambiente), che dimostra come una politica comunitaria di riduzione dei limiti di velocità rispetto agli attuali, sarebbe invece vantaggiosa sia per l’ambiente che per la sicurezza stradale.

Dunque perché e per chi questo richiamo all'alta velocità? Per accaparrarsi il consenso e qualche voto in più dai possessori di grandi auto, che avrebbero il permesso di andare più forte? Per far credere che siamo in un paese che corre forte verso gli orizzonti del progresso e dell'efficienza?

Maggiore velocità corrisponde a maggiori consumi di carburante e maggiori emissioni di gas serra. Ma maggiore velocità equivale anche a maggiori morti sulle strade.

Come sottolinea l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ogni anno sull'asfalto scompare un paese di settemila persone, 300.000 feriti e oltre 20.000 disabili gravi. Ed il 60% delle morti avviene per via dell'eccesso di velocità.

Ma torniamo alla realtà. Il documento della Commissione Europea sulla cattiva qualità della nostra aria parla di ripetuti sforamenti dei limiti consentiti per la maggior parte delle Regioni considerate. "Le sole misure regionali e locali non bastano a ottenere la conformità ai valori consentiti entro il 2011.  La deroga viene negata alla maggior parte delle zone perchè non c'è la prova che si metterebbero a norma nel 2011, quindi non c'è motivo per condonargli l'attuale eccessivo livello di smog (che avrebbe dovuto essere già da tempo sotto i 40 mcg di media annuale e sotto i 35 giorni di superamento dei 50 mcg)".

Dunque spingiamo tutti sul pedale! Il muro dell'ignoranza è lì davanti e noi stiamo per sfracellarci. Non converrebbe forse rallentare?



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