Il primo allarme risale al ’97, quando in 63 campioni di giocattoli per la prima infanzia, gli specialisti di Greenpeace trovarono diversi componenti tossici, tra cui i micidiali ftalati (utilizzati per rendere più morbidi gli oggetti di plastica), responsabili di danni al fegato, ai reni e all’apparato riproduttivo maschile.
Dall’inchiesta, ripresa da numerosi organi d’informazione, nacque la campagna “Stop ai giocattoli in Pvc”, in seguito alla quale nel ’99 i ftalati furono banditi dai giocattoli e da altri oggetti (anelli dentali, tettarelle, ecc.) di plastica morbida destinati ai più piccoli. L’articolo – che prende spunto dal rapporto di Greenpeace “Eredità chimica: bambini contaminati”, in inglese su www.greenpeace.org.uk/childrensreport.htm - mette in guardia sui rischi dei giocattoli indicati come “tossici” e propone una vasta gamma di alternative per l’acquisto di balocchi a misura di bambino...
La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Dicembre 2003 - Formato Elettronico (PDF).
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