In Italia però manca ancora un disegno di legge nazionale che riconosca la professione e dia indicazioni precise sulla formazione.
La naturopatia ha radici antiche, tanto che i primi concetti di «vis medicatrix naturae», ovvero la forza di guarigione della natura, risalgono ad Ippocrate. Il termine vero e proprio è stato coniato dal Dottor John Scheel nel 1895, per descrivere i propri metodi di cura, anche se precursori di queste tecniche erano già esistiti in Europa ed America (Just, Kneipp ed altri). Pochi anni dopo, padre Benedict Lust cominciò ad usare il termine ed iniziarne la diffusione negli Stati Uniti. La parola naturopatia deriva dai termini inglesi «nature» e «path», ed è quindi il «sentiero della natura», per ritrovare salute e benessere da principi curativi naturali e dalla intrinseca forza di guarigione dell’uomo.
Salute consapevole
Il naturopata non è un medico, ma un operatore che individua gli squilibri della persona in senso energetico. «La naturopatia ha dell’uomo una visione olistica», spiega la dottoressa Isola, codirettore della Scuola Superiore di Naturopatia, «il che significa unione di corpo, mente e spirito. Questi tre aspetti sono tra loro in continua relazione, e sono accomunati da una grande capacità di adattamento. Finché questa capacità funziona, la persona mantiene il proprio benessere, quando invece le parti sono in disequilibrio si originano malesseri e problemi. L’uomo dispone però di una grande risorsa, che è la forza vitale, ovvero il potere di guarigione insito in ogni essere vivente, ed è proprio stimolando questa forza innata che il naturopata aiuta la persona a ritrovare il proprio benessere».
Gli interventi del naturopata non sono invasivi e soprattutto mirano ad accompagnare la persona in un percorso di presa di coscienza rispetto alle scelte da attuare per ritrovare e mantenere la propria salute. «Con questo percorso», continua la dottoressa Isola, «la persona assume pienamente la responsabilità del proprio benessere. C’è quindi anche un aspetto pedagogico, teso a motivare la persona a seguire innanzitutto uno stile di vita ed un’alimentazione salutari»....
Sempre nell'articolo:
>> Formazione: manca una legge
>> La formazione in Italia
>> Il riconoscimento della professione
>> La necessità di criteri formativi univoci
>> Gli enti erogatori dei corsi di naturopatia
>> L'INAT: l'Istituto Nazionale di Naturopatia
La versione completa dell'articolo "Naturopatia: quale formazione?" di Luisa Valeria Sapia è disponibile nel numero di Dicembre 2009 di Terra Nuova e nella versione ebook.
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