Il nuovo rapporto di Survival International sui rapporti tra i cambiamenti climatici e le popolazioni indigene mette in luce un aspetto inquietante. Le popolazioni native si vedono infatti private della loro libertà e autodeterminazione in seguito alle misure adottate in seno agli organismi internazionali contro il surriscaldamento globale. Si tratta in gran parte di trumenti di mercato e su produzione agroindustriali di larga scala.
I popoli indigeni del mondo, ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival International, pur essendo coloro che hanno contribuito di meno ad alimentare i cambiamenti climatici oggi si vedono anche violare i loro diritti nel nome della lotta per fermarli. Ben occultate dietro alcune misure di mitigazione dei cambiamenti climatici, governi e società stanno mettendo in atto un gigantesco furto di terre. E come sempre accade quando in gioco ci sono denaro e grandi profitti, i popoli indigeni del mondo vengono vergognosamente messi da parte”.
Ecco le principali minacce propugnate dal falso ambientalismo
Biocarburanti: promossi come una fonte “ecologica” di energia alternativa ai combustibili fossili, la maggior parte delle terre destinate alla loro coltivazione è terra ancestrale dei popoli indigeni. Se l’espansione dei biocarburanti continuerà come previsto, milioni di indigeni rischieranno di perdere la loro terra e i loro mezzi di sostentamento, in tutto il mondo.
Energia idroelettrica: il boom delle grandi dighe costruite nel nome della lotta ai cambiamenti climatici sta sfrattando migliaia di indigeni dalle loro case.
Conservazione delle foreste: per “compensare” i danni indotti dal riscaldamento globale, i cacciatori-raccoglitori Ogiek del Kenia vengono sfrattati dalle foreste in cui hanno vissuto per migliaia di anni.
Compensazione delle emissioni di carbonio: sul crescente mercato del carbonio, le foreste dei popoli indigeni stanno acquisendo un crescente valore economico. I popoli indigeni sostengono che la compra-vendita delle quote del carbonio provocherà sfratti forzati e li deruberà delle loro terre.
Secondo Survival si deve evitare di monetizzare ogni riferimento alla giustizia e all'ambiente, e considerare invece la qualità della vita e la auto-determinazione delle comunità, ponendo un freno allo sfruttamento delle risorse (acqua, aria, terra, foreste…) e delle comunità.
Fonte: Survival