In Italia si stima che circa il 28% delle donne dai 18 ai 45 anni utilizzi un contraccettivo ormonale, il 26% altri metodi, mentre il 46% pare non usare nulla. Tra i contraccettivi ormonali, quello più diffuso è senza dubbio la pillola, vengono poi l’anello vaginale e il cerotto transdermico.
L’utilizzo dei contraccettivi ormonali ha sempre preoccupato la donna a causa degli effetti collaterali, anche molto pesanti, che nel corso degli anni sono stati accertati. La letteratura associa l’uso di questi estroprogestinici (chiamati così perché contengono estrogeni e progestinici) ad aumentato rischio di cancro al seno, di cancro alla cervice e alle ovaie, di endometriosi e di tromboembolia venosa; inducono inoltre ritenzione idrica e aumento della pressione e possono alterare i test di funzionalità epatica fino a tumori benigni e maligni al fegato.
Le aziende farmaceutiche hanno saputo ben promuovere prodotti presentati come innovativi e sicuri perché contenenti dosaggi più bassi di ormoni, le cosiddette pillole a basso dosaggio. Di recente è stata anche fortemente pubblicizzata come «bio» e «naturale» una pillola che, anziché l’ormone di sintesi etinil-estradiolo, contiene estradiolo umano.
>> Ma è vero che le pillole a basso dosaggio sono «sicure»?
>> È vero che una pillola che sostituisce un tipo di ormone con un altro è «naturale»?
>> Gli effetti sul cervello...
>> Le alternative naturali possibili.
>> Misurare la temperatura basale: da oggi dati più sicuri grazie alla tecnologia. Vi presentiamo un nuovo prodotto con un'affidabilità pari al 99,3%...
La versione completa dell'articolo "Nuova pillola? Meglio le alternative" di Beatrice Salvemini è disponibile nel numero di Dicembre 2009 di Terra Nuova e nella versione ebook.
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