Per la delicatezza della pelle e l’elevata capacità di assorbimento delle mucose genitali, l’igiene delle parti intime richiede massima accuratezza ed equilibrio. I lavaggi non debbono essere né troppo frequenti, né troppo aggressivi. In particolare, gli organi genitali femminili possono essere considerati come una sorta di «ecosistema» caratterizzato dalla predominanza di microrganismi «buoni» (Lattobacilli di Döderlein), la cui funzione è quella di produrre una secrezione acida in grado di impedire la proliferazione di germi patogeni.
In condizioni normali, l’acidità della vagina (pH) oscilla fra 3,5 e 5,5, quindi nel lavaggio bisogna fare attenzione a non alterare il delicato equilibrio della flora microbica, scegliendo detergenti a pH lievemente acido (tra 3,5 e 4,5) e poco aggressivi. Oltre al pH è evidente che l’idoneità di un detergente intimo dipende anche dalla natura degli ingredienti con cui è preparato. Da evitare sono tutti i prodotti che contengono battericidi potenti come il Triclosan (vedi pag. 33), che non fanno distinzione tra germi buoni e germi patogeni, profumi sintetici, tensioattivi di origine petrolifera, coloranti, sequestranti e altre sostanze potenzialmente tossiche o irritanti.
La nomenclatura INCI
Come per tutti i cosmetici, anche nel caso dei detergenti intimi prima dell’acquisto è bene scorrere attentamente l’elenco degli ingredienti. Dal 1997, l’Unione Europea ha reso obbligatoria la pubblicazione della lista degli ingredienti contenuti nei cosmetici sul packaging del prodotto.
Essi vengono indicati in ordine decrescente di percentuale presente, secondo una nomenclatura uniformata a livello europeo, la International nomenclature of cosmetic ingredients (Inci).
Una norma che voleva rendere più trasparente nei confronti del consumatore la composizione dei cosmetici, ma che crea etichette di difficile lettura. Le sostanze vegetali non trasformate chimicamente sono indicate in latino, mentre tutte le altre hanno un nome in inglese.
Vi sono dei rigidi limiti di legge per l’impiego di sostanze che, se usate concentrate, risultano tossiche. Le leggi europee non tengono tuttavia conto dell’effetto cumulativo di tali ingredienti, dovuto all’eccessivo uso di cosmetici. Uno dei rischi più comuni è la sensibilizzazione progressiva al prodotto, che può portare allergie. Rari sono casi di danni gravi, ma in ogni caso è necessario considerare la formulazione nel suo complesso, la posizione degli ingredienti potenzialmente pericolosi e l’interazione con altri cosmetici....
Sempre nell'articolo:
>> Detergenti Bio-Ecologici
>> Peg e Ppg
>> Mea, Dea, Tea (Mono-, di- e triethanolamine)
>> I conservanti
>> I battericidi
>> I sequestranti
>> I coloranti
>> I profumi sintetici
>> Box1: DETERGENTI A CONFRONTO
Una dettagliata tabella dove sono stati confrontati, in ordine alfabetico, 17 detergenti intimi fra convenzionali e prodotti bioecologici riconoscibili per la presenza di ingredienti e certificazioni bio.
>> Box2: Soluzioni intime fai da te
Consigli e ricette utili per prendersi cura, secondo natura, delle nostre parti intime, così delicate e sensibili. Aiutiamole con olii essenziali, decotti di piante spontanee, tintura madre ecc....
La versione completa dell'articolo "Detergenti intimi a confronto" di Elisa Nicoli è disponibile nel numero di Dicembre 2009 di Terra Nuova e nel formato ebook.
Le nostre riviste: TERRA NUOVA e SALUTE E'
Acquista ultimo numero
Abbonati alla rivista
Acquista un arretrato
I libri di Terra Nuova Edizioni
Visita lo shop on line