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L'Australia chiede scusa agli aborigeni
19/11/2009 - C.B.
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Il governo australiano ha chiesto pubblicamente scusa per le persecuzioni cui sono stati sottoposti gli aborigeni e addirittura orfani che arrivavano dalla madrepatria dal 1930 in poi. Ma nessun risarcimento è stato concesso.
Molte lacrime si sono versate in Australia mentre in parlamento il premier laburista Kevin Rudd pronunciava storiche scuse agli australiani dimenticati, le centinaia di migliaia di bambini costretti alla 'deportazione' in Australia che soffrirono abusi in istituti statali. Rudd ha così fatto seguito alla richiesta di perdono presentata lo scorso anno agli aborigeni per le ingiustizie passate.
Circa 1000 persone venute da tutto il Paese si sono raccolte nel parlamento di Canberra per ascoltare Rudd e il leader dell'opposizione conservatrice Malcolm Turnbull presentare scuse per gli abusi, l'abbandono e le sofferenze inflitte a migliaia di piccoli. Fra il 1930 ed il 1970 fino a 30 mila bambini britannici e maltesi furono costretti ad emigrare nel continente, spesso sottratti a madri non sposate o a famiglie povere, mentre più di 500 mila bambini aborigeni australiani furono strappati alle famiglie e allevati da famiglie affidatarie non indigene, in orfanotrofi o in altri istituti. In molti casi a questi bambini veniva detto, anche se non era vero, che i genitori erano morti e che nel nuovo Paese avrebbero avuto un futuro migliore. Ma al loro arrivo non venivano nemmeno mandati a scuola, veniva insegnato loro a lavorare e diventavano soggetti ad abusi di ogni tipo. Molti di loro, sopravvissuti a questo trattamento disumano, continuano a pagare con effetti psicologici a lungo termine il prezzo delle sofferenze di allora.
 "E'  una parte della nostra storia carica di vergogna", ha detto Rudd in un intervento dal forte contenuto emotivo, accompagnato da lacrime e frequenti applausi degli astanti, trasmesso in diretta Tv in concomitanza con analoghi eventi organizzati in tutto il Paese. "Chiediamo scusa per le sofferenze fisiche, le privazioni emotive e la fredda assenza di amore, di tenerezza, di cure", ha detto Rudd, che ha raccontato di bambini di allora percossi con le fibbie delle cinture e le canne di bambù, cresciuti in ambienti comparabili a deserti affettivi.
Nonostante le scuse, il governo ha però escluso il pagamento di risarcimenti, anche se Rudd ha assicurato che i più sognosi riceveranno speciali cure e sussidi. Il governo istituirà inoltre un servizio nazionale per aiutare le persone a ritrovare i loro famigliari. Anche il premier britannico Gordon Brown ha annunciato che presenterà le scuse ufficiali del suo governo per aver mandato, fino al 1970, fino a 150 mila di bambini poveri e orfani a vivere nelle sue ex colonie, Australia compresa. Il programma dichiarava di voler offrire ai bambini una nuova vita, e di fornire all'impero braccia forti e bianche. Ma molti piccoli finirono in istituti dove subirono abusi fisici e sessuali, o furono mandati a lavorare come braccianti agricoli.
 
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