Giancarlo, 55 anni, dopo aver tentato per un lungo periodo senza successo di far riconoscere la propria patologia, per lui invalidante, la Mcs, sensibilità chimica multipla, in Italia considerata da molti ancora una malattia fantasma, entra nell'ufficio del suo medico e si uccide. E' la drammatica storia che apre Toxic di Francesca Romana Del Sette, il primo documentario italiano sui 'malati ambientali'. Il film non fiction, attraverso testimonianze di dottori e malati come Stefano, ex tecnico addetto alle riparazioni delle stampanti, che non puà più lavorare, a Donatella, che non può avere figli, racconta le difficoltà quotidiane di chi ha visto la propria esistenza sconvolta, da una sindrome immuno-tossica infiammatoria causata dall'impossibilità di tollerare ambienti o sostanze chimiche contenute in prodotti come saponi, detersivi, tessuti stampati, inchiostri, profumi, tendaggi, benzine, colle. Una malattia della modernità, che secondo lo studio Heuser compiuto nel 1998 colpisce tra 1,5 e il 3% della popolazione, causa di varie patologie che possono diventare disabilitanti attraverso una lunga serie di sintomi, tra i quali: eruzioni cutanee, amnesia, emicrania, difficoltà digestive anche gravi, multiple intolleranze ai cibi, nausea, dolori alle articolazioni, vertigini, vomito diarrea, ecc, stato di affaticamento cronico. E' una sindrome che si manifesta all'improvviso e da cui "si può migliorare, ma non si torna più alla vita di prima" ha spiegato Giulia, 42 anni, affetta dalla malattia da quando ne aveva 31. "Io e la produttrice Veronica Mona - spiega la regista, già autrice, fra gli altri, del documentario Viaggio in corso nel cinema di Carlo Lizzani, presentato a Venezia nel 2007 - spinte dalle nostre rispettive gravidanze, volevamo raccontare inizialmente come vivere con una maggiore coscienza anche ecologica l'essere madri. Durante le ricerche abbiamo scoperto per caso la Mcs e non abbiamo potuto fare a meno di raccontare il dramma di chi ne è colpito".
L'ostacolo maggiore che vivono i pazienti nel nostro Paese, si spiega nel documentario, è non essere riconosciuti (solo alcune regioni provvedono a mandare all'estero dove esistono cure, chi ne è affetto). Fra i paradossi raccontati da Toxic, "quello di Bologna, dove l'ambulatorio per la cura della Mcs è guidato da un dottore (intervistato nel film) che la considera una patologia psicosomatica, e non la riconosce come vera e propria malattia" dice Francesca del Sette. Giulia racconta: "A me a Bologna per un anno e mezzo hanno fatto solo test psichiatrici, mi ero aggravata, non riuscivo più a parlare e camminare. Poi per fortuna la Regione mi ha mandato a curare negli Stati Uniti (fra gli altri Paesi dove la malattia è riconosciuta e curata anche Germania, Gran Bretagna, Austria, Canada, Svezia, Giappone) e in 3 mesi sono guarita del 50-70%". La regista, in cerca attualmente di una distribuzione per il film, ha spiegato di avere voluto soprattutto mettere in evidenza come "al di là dell'informazione che riceviamo, c'è un'altra realtà che non ci viene raccontata, per una serie di interessi, ma che dovremmo conoscere per il nostro bene e soprattutto dei nostri figli".