Lo rende noto Greenpeace, rivelando il contenuto di un comunicato congiunto delle tre authority in cui si afferma che il progetto del sistema di automazione e controllo dell'EPR della francese Areva non soddisfa il "principio di indipendenza", ovvero il sistema di emergenza non è indipendente da quello di normale funzionamento. "Questa violazione di un principio basilare della sicurezza nucleare era stata già sollevata a suo tempo dalla STUK in una lettera di accuse al costruttore AREVA lo scorso dicembre e fatta trapelare in aprile", sottolinea Greenpeace. Nella lettera inviata a Anne Lauvergeon, presidente di AREVA, si leggeva -spiega l'organizzazione ambientalista- che "la mancanza di conoscenze professionali di alcune persone che parlano negli incontri di esperti a nome della (sua) organizzazione non consentono di fare progressi nel risolvere le questioni. Quindi errori evidenti non vengono corretti e noi non riceviamo la documentazione con informazione adeguata e caratteristiche progettuali verificabili". La posizione congiunta di tre agenzie di sicurezza -ribadisce
Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia- conferma "la gravità di quello che sta accadendo in Finlandia e in Francia dove sono in costruzione i primi due EPR, reattori che si vorrebbero realizzare anche in Italia. E' chiaro che si tratta di un prototipo di cui non è completo nemmeno il progetto e già lo si vende come tecnologia affidabile", dichiara Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, che aggiunge: "Non solo sono state riscontrate oltre 2100 'non conformitá' in cantiere a Olkiluoto, ma il progetto stesso del 'sistema nervoso centrale' del reattore non soddisfa i minimi criteri della sicurezza nucleare. Come fanno certi esponenti di Confindustria e del Governo a dire che questi reattori siano sicuri?".