Il giudice di pace di Acireale, Giuseppe Conselmo, ha condannato la Nestlè italiana, la Tetra pack international e la Tetra pack hispania a risarcire il danno patrimoniale ma anche quello 'familiare' subito da una madre che aveva usato per sei mesi del latte Nestlè che era risultato alterato per la presenza di tracce di un componente chimico, l'Itx, utilizzato come fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, nelle confezioni in Tetrapak. Lo rende noto il Codacons Sicilia sostenendo che il giudice ha riconosciuto come "dalla condotta inadempiente posta in essere dalla società convenuta, oltre all'inadempimento, sia configurabile la lesione, o più correttamente, la messa in pericolo dei diritti inviolabili della famiglia e segnatamente del rapporto parentale intercorrente tra l'attrice ed il proprio figlio minore, minacciato dai possibili sviluppi negativi della sua salute".
"E' una sentenza importantissima - afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons - perchŠ afferma che la commercializzazione del 'prodotto inquinato' comporta una responsabilità di natura contrattuale in quanto si profila non solo una ipotesi di inadempimento contrattuale ma anche una ipotesi di danno non patrimoniale consistente nella lesione o più correttamente della messa in pericolo dei diritti inviolabili della famiglia".