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Sale: meglio poco ma buono
05/11/2009 - F.G.
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(939 letture)
Ne bastano 6 grammi al giorno (meno di un cucchiaino). Ma è meglio scegliere il sale non raffinato, che conserva sostanze minerali indispensabili per il nostro organismo, come magnesio, manganese, selenio e iodio. Usare poi il gomasio, lo shoyu, il tamari e adottare dei piccoli trucchi in cucina, ci aiuta a non eccedere.

L’ideale, dicono gli esperti, è aggiungere tutti i giorni sei grammi di sale da cucina al nostro cibo. Però a tavola perlopiù si esagera: il consumo medio è almeno doppio di quello raccomandato.

Il sale – cloruro di sodio, NaCl per i chimici - è indispensabile all’organismo: altrimenti non funzionerebbero i muscoli, cuore compreso. Ma il sale è un po’ come il detersivo: sugli scaffali dei supermercati è in vendita «che più bianco non si può». Il sale marino diventa candido solo dopo che ne sono state lavate via sostanze minerali indispensabili all’organismo. Sostanze che sono presenti nel nostro corpo nelle stesse proporzioni in cui compaiono nel sale non raffinato, e che – paradossalmente - si vanno ad acquistare negli integratori alimentari.

C’è troppo sale
Forse l’esagerato gusto per il sale deriva dall’abitudine ancestrale di associare il sapore salato con il raro fasto di un pasto a base di carne, che un tempo, in assenza di freezer ed affini, si conservava esclusivamente col sale (il vocabolo «salame» lo testimonia tuttora): come se una sovrabbondante quantità di sale segnalasse a tutto il corpo che quello davanti a noi è un cibo inconsueto e prezioso, invogliandoci a mangiarlo.

Sta di fatto che nella nostra dieta, ora, c’è troppo sale: «Altro che i sei grammi raccomandati» constata Michela Trevisan, nutrizionista e dietista, autrice per Terra Nuova Edizioni de "Il manuale dei cibi fermentati" e "Liberi da allergie e intolleranze". «In media se ne assumono almeno 12 grammi, spesso anche più se si ha l’abitudine di consumare cibi pronti».

Mangiare cibi completamente privi di sale sarebbe un errore: quei sei grammi devono aggiungersi al sodio già naturalmente presente negli alimenti. Però l’errore più comune è quello opposto, che si porta dietro un corredo composto da ipertensione arteriosa e da un maggiore rischio di contrarre malattie a carico di cuore e vasi sanguigni....

Sempre nell'articolo:

>> Il paradosso dello iodio

>> Perchè raffinarlo?

>> Il sale rosa dell'Himalaya

>> Box 1: Piccoli trucchi per ridurre l'uso di sale

>> Box 2: i cosidetti "sostituti" del sale


La versione completa dell'articolo "Sale: meglio poco ma buono"  di Maria Fernanda Piva, è disponibile nel numero di Novembre 2009 di Terra Nuova.

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