I cibi biologici non fanno meglio degli alimenti convenzionali e non contengono più nutrienti: questa la frase che è rimbalzata l’estate scorsa su tutti i giornali e le tv, italiane e non solo.
La sentenza, che arrivava da un pool di ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine1, è parsa senza appello anche se numerosi studiosi e ambientalisti hanno subito criticato fortemente quello studio e quell’opinione.
Ci sono però alcuni aspetti interessanti della vicenda che meritano di essere approfonditi prima di decidere se rassegnarsi ed accettare questa condanna oppure no. Innanzitutto gli studi sono stati due, anche se uno soltanto è approdato sulle riviste scientifiche. I ricercatori londinesi li hanno sottoposti entrambi alla Food Standards Agency2.
Il primo ha riguardato il contenuto di nutrienti nei cibi biologici rispetto ai convenzionali, mentre il secondo verteva sugli effetti benefici sulla salute; in entrambi i casi non è stato effettuato alcun esame di laboratorio, né su cibi né su persone.
Una selezione molto discutibile
I due studi si sono limitati a raccogliere quanto pubblicato sull’argomento in letteratura scientifica, hanno selezionato quanto ritenuto di interesse e hanno tratto conclusioni esclusivamente sulla base di precedenti conclusioni già tratte.
La prima indagine della London School ha preso in considerazione 162 studi su un totale di 52.471 disponibili in letteratura, ha estrapolato quantità di nutrienti già misurate da altri, ha evidenziato il fatto che esistono studi che si contraddicono tra di loro e ha ammesso di non avere minimamente considerato la presenza di contaminanti (pesticidi, erbicidi ecc.) né l’impatto delle tecniche di coltivazione sull’ambiente.
Inoltre, considerando tutti gli oltre 52.000 studi disponibili, gli alimenti bio risultano più ricchi di composti fenolici, magnesio, zinco e flavonoidi; considerando invece solo i 162 selezionati, queste differenze scompaiono.
La seconda indagine ha riguardato i presunti effetti benefici sulla salute del consumo di alimenti biologici: ha preso in considerazione 11 studi su un totale di 91.989 disponibili in letteratura, ha ammesso l’esistenza di studi che si contraddicono tra loro e di altri impostati male e, anche in questo caso, non ha valutato la presenza di contaminanti e l’impatto sull’ambiente.
Sempre nell'articolo:
>> Dalla Francia uno studio di segno opposto
>> Più ferro e magnesio nel bio
>> Meglio gli alimenti bio
>> Il rischio dei pesticidi
>> Nel latte bio il 60% di antiossidanti in più
>> Box 1 - Biologico e convenzionale a confronto: i risultati di sette rassegne bibliografiche pubblicate tra il 1995 ed il 2003. Il confronto si basa innanzitutto sulla qualità e sicurezza degli alimenti di origine vegetale prodotti seguendo metodi biologici e convenzionali.
>> Box 2 - Cifre a confronto circa la capacità antiossidante in frutta e verdura biologica e convenzionale.
>> Box 3 - Metaboliti vegetali secondari: molte sostanze sintetizzate dal metabolismo secondario delle piante sono note per avere proprietà benefiche per la salute umana, poiché esse esercitano un’azione antiossidante, anti-microbica, immunomodulare, anti-infiammatoria o che previene il cancro già nella concentrazione in cui si trovano in natura.
La versione completa dell'articolo "Biologico è meglio" di Claudia Benatti è disponibile nel numero di Novembre 2009 di Terra Nuova.
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