La Procura di Varese ha dissequestrato le oltre 10.000 tonnellate di pellet bloccato nei depositi dal giugno scorso, quando erano stato trovate ceneri contenenti Cesio 137 in concentrazioni 40 volte oltre il limite legale. Le analisi condotte dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) hanno infatti escluso tassi di radioattività superiori ai limiti di legge evidenziando “non rilevanza radiologica dei valori riscontrati e, dunque, la non pericolosità per la salute pubblica”.
Nelle ceneri dove erano stati trovati valori fino a 40 volte superiori ai 1000 Bequerel/kg del limite di legge, mentre nel materiale ancora da bruciare non era stata trovata alcuna traccia di radioattività. «La notizia- spiega l’Aiel, Associazione Italiana Energie Agroforestali- aveva creato panico e allarmismo sul pellet creando così danni economici e di immagine a un importante settore, che in Italia vanta un mercato di oltre 1 milione di tonnellate consumate all’anno».
La legge, in materia di radioattività, non prevede controlli preventivi. «A scopo prudenziale - spiega Mauro Magnoni dell’Arpa Piemonte - andrebbe abbassato dai 1000 Bq/kg attuali a circa 500, per essere sicuri che anche nelle ceneri non vi siano concentrazioni potenzialmente pericolose». Dopo questa vicenda comunque, l’Aiel effettua controlli non solo per assegnare il marchio di qualità “Pellet Gold” al combustibile, ma anche quello sulla radioattività. E la soglia massima tollerata è di 6 Bg/kg, ovvero 150 volte inferiore ai limiti di legge.
Fonte: La Nuova Ecologia