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Oligoelementi: quel poco che conta tanto
07/10/2009 - Giuliana Lomazzi
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Sono sali minerali che si presentano in quantità infinitesimali nei cibi. Eppure hanno una rilevanza straordinaria per il nostro benessere psicofisico. Come evitare le carenze?

Se volessimo paragonare le nostre funzioni organiche a delle perle per la loro preziosità, potremmo dire che gli oligoelementi sono i granelli di sabbia che penetrano nel guscio delle ostriche. Se però la sabbia è troppa, l’ostrica finisce male!
Dette anche elementi traccia o microelementi, queste sostanze hanno una storia relativamente recente, perché soltanto a metà del XX secolo si svilupparono tecniche analitiche in grado di misurare quantità infinitesimali nell’arco del microgrammo, cioè del millesimo di milligrammo.

Tra i primi a mettere in rilievo l’importanza degli oligoelementi nell’organismo ci fu il chimico francese Gabriel Bertrand (1867-1962), cui si devono inoltre il termine e gli studi relativi agli enzimi – il cui legame con i microelementi è strettissimo.
Oggi sappiamo che i microelementi devono essere presenti nel nostro organismo in quantità minime, ma non possono mancare in quanto fondamentali per il nostro benessere psicofisico. «Gli oligoelementi sono le chiavi che avviano gli enzimi» spiega la dottoressa Michela Trevisan, biologa e nutrizionista, autrice dei volumi Il manuale dei cibi fermentati e Liberi da allergie e intolleranze (Terra Nuova Edizioni). «Se sono presenti in quantità ottimali, mettono in moto tutto l’organismo e lo fanno funzionare al meglio, influendo perfino sul buonumore».

In effetti le funzioni enzimatiche sono alla base di quelle cellulari, perciò se le prime non marciano correttamente nemmeno le cellule possono svolgere i loro compiti. Gli oligoelementi sono essenziali per innescare le diverse reazioni biochimiche, pur non prendendovi parte attiva: un po’ come buttare il sasso in uno stagno e ritirare la mano. Sono alla base dei processi fisiologici, contribuiscono alla produzione di ormoni e di anticorpi, al mantenimento dell’equilibrio idrico e acido-basico, al rafforzamento delle strutture scheletriche. Perciò è bene che non manchino.....


Sempre nell'articolo:

>> Carenze e subcarenze

>> I sali minerali

>> I consigli del nutrizionista

>> Box1: Benefici e fonti principali di oligoelementi

>> Box2: L'oligoterapia


La versione completa dell'articolo "Oligoelementi: quel poco che conta tanto" è disponibile sul numero di Ottobre 2009 di Terra Nuova e nella versione eBook..

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