Prima di addentrarsi sulle diverse fonti energetiche si deve ricordare che ben il 79% dei consumi energetici in ambito strettamente domestico è dovuto al riscaldamento, che rappresenta una delle principali voci delle emissioni di CO2 e dell’inquinamento atmosferico.
La coibentazione
Se tutti vivessimo in abitazioni efficienti e ben coibentate (classe A+), ogni argomentare sulle forme di riscaldamento sarebbe materia superflua. Per avere i tanto desiderati 20 gradi in casa ci potremmo risparmiare la fatica di spaccare legna, trasportare quintali di pellet o semplicemente evitare di pagare il nostro lauto tributo ai signori del gas e del petrolio.
Per scaldare bisogna bruciare ossigeno. Purtroppo decine di migliaia di anni di evoluzione non ci hanno fatto fare grossi passi in avanti. In fondo la modalità prevalente che conosciamo per scaldarci è la stesso utilizzata dall’homo erectus circa 100.000 anni fa: alimentare un fuoco con del combustibile. Nel nostro caso non si tratta più solo di legname o sterpaglie, ma di fonti fossili prelevate dalle viscere della terra. Combustibili dai nomi conosciuti come gasolio, gpl, metano che mandiamo in fumo nelle nostre moderne e luccicanti caldaie.
Prima di essere liberato in atmosfera come anidride carbonica, il carbonio giaceva indisturbato per milioni di anni sotto terra. Ad una prima analisi dunque la scelta più intelligente e mirata risulta essere il ricorso alle biomasse, ovvero la materia vegetale che costituisce le piante. Se utilizziamo la lenutenzione dei boschi, oltre a favorire il mantenimento del verde e prevenire il dissesto idrogeologico, abbiamo una produzione neutrale di CO2. Con la combustione di materiale legnoso infatti si libera esattamente la quantità di anidride carbonica che le piante filtrano dall’aria durante la crescita e che rilascerebbero naturalmente in atmosfera se fossero lasciate a marcire nei boschi, per effetto della decomposizione, che può essere paragonata ad una lenta combustione naturale.
Al di là di tutte le possibili alternative tecnologiche, comprese le fonti rinnovabili, in Italia il legno è quella con il più grande potenziale di utilizzo a breve periodo. Tuttavia anche in questo caso si rendono opportune alcune precisazioni: il metodo dell’homo erectus habilis di accendere un fuoco o un camino a fiamma libera infatti non è per niente efficiente e per di più sostenibile per l’elevata produzione di polveri sottili....
Sempre nell'articolo:
>> Scegliere il riscaldamento per la propria casa: una decisione complessa.
>> Legno, cippato o pellet?
>> Il camino, la stufa tradizionale, quella moderna ventilata e quella a pellet.
>> Il metano.
>> Le caldaie a condensazione.
>> Caldaia individuale o centralizzata?
>> Altri sistemi: geotermia e cogenerazione.
La versione completa dell'articolo "Come scegliere il riscaldamento più ecologico (ed economico)" di Gabriele Bindi è disponibile nel numero di Ottobre 2009 di Terra Nuova.
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