Magazzini chiusi, aziende dismesse, interi distretti industriali costretti ad una dolorosa riconversione con migliaia di operai e impiegati in cassa integrazione. Il comparto tessile italiano, un tempo punta di diamante del nostro export, è da anni attraversato da una crisi senza precedenti, che si è poi ulteriormente aggravata con la recente grave recessione economica che ha colpito tutto il mondo industrializzato.
In pochi anni, intere città come Treviso, Biella, Como, Prato, Novara, Bergamo, Varese, Frosinone, Benevento, un tempo cuore del tessile italiano hanno cambiato volto, in molti casi azzittendo per sempre telai e impianti.
In questo quadro di grande difficoltà, tra aziende che chiudono ed altre che trasferiscono gli impianti in paesi con meno vincoli salariali e sindacali, c’è chi ha deciso di convertire la produzione in senso sostenibile e solidale. È accaduto a Novara, dove una rete di piccole aziende tessili si è fatta promotrice di un’insolita alleanza con un gruppodi coltivatori brasiliani di cotone per produrre boxer, slip, canotte, reggiseni, pigiami, camicie da notte e magliette di cotone biologico sotto il marchio «Made in No».
Da Novara al Sertâo di Tauá
Cotone biologico, prezzi trasparenti, giusta retribuzione, garanzie sui diritti dei lavoratori in tutte le fasi della produzione sono i punti forti di «Made in No», dove «No» sta per Novara, ma anche per «No allo sfruttamento delle piccole imprese e dei lavoratori» e «No all’abbandono della produzione locale».
«Made in No» spiega Gianluca Bruzzese, prima ispiratore e poi coordinatore del progetto, «nasce con l’idea di creare una filiera tessile basata basata su regole di equità, trasparenza, sostenibilità ambientale e giustizia sociale, ma anche per dimostrare come siano vicini oggi i destini delle tante periferie produttive del mondo».
«La vera novità» afferma Bruzzese «è che un gruppo di piccole imprese, da sempre abituate a lavorare conto terzi, si metta insieme per portare sul mercato direttamente i propri prodotti. Anche la vendita è gestita in proprio grazie alla collaborazione con gli oltre 200 gruppi di acquisto solidale che hanno da subito sostenuto l’iniziativa, consentendo al progetto di diffondersi fuori dalle logiche della grande distribuzione, attraverso un «passa parola» legato più alla qualità sociale dell’iniziativa che al semplice prodotto. Negli ultimi mesi i prodotti «Made in No» sono presenti anche in numerose Botteghe del Mondo e in alcuni negozi di alimenti biologici....
Sempre nell'articolo:
>> Prezzo trasparente
>> Cotone bio dal brasile
>> La crisi come opportunità
>> Box1: La filiera Justa! Il cotone utilizzato per la produzione di intimo proviene dalla rete brasiliana di produttori Justa Trama. Conosciamoli meglio....
>> Box2: Cotone bio: 100 mila tonnellate nel 2010...
La versione completa dell'articolo "Equo, intimo e solidale" di Mimmo Tringale è disponibile sul numero di Ottobre 2009 di Terra Nuova e nella versione eBook.
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