Il virus H1N1 non ci fa paura e siamo in presenza di una patologia per nulla grave, a meno che non ci sia un substrato già compromesso e critico. Così l'infettivologo ed immunologo Francesco Le Foche, responsabile del day-hospital di Infettivologia del Policlinico Umberto I° di Roma, dove sono stati trattati e brillantemente risolti 5 casi e senza farmaci tra cui quello "di una donna - dice Le Foche - all'ottavo mese di gravidanza proveniente dagli Usa: dopo due giorni è stata dimessa". Dunque non c'è motivo di allarmarsi e di allarmare la gente che già corre a comprare antibatterici. "L'allarmismo è guerra ai fantasmi: il virus H1N1 - ribadisce Le Foche - non ci fa paura, è già mutato tre volte e difficilmente muterà ancora: vero che non lo conosciamo e quindi non ci sono gli anticorpi ma - aggiunge - al di là di essere pandemico e contagioso, non è diverso dal comune virus stagionale. Poi chi opera tutti i giorni in ospedale sa bene che casi come quello di Napoli si verificano tutti i giorni: ma lì ci sono condizioni critiche precedenti e di per se già serie". Insomma in soggetti sani, il virus H1N1 non produce eventi tragici? "Assolutamente no e poi mi sembrano del tutto fuori luogo - risponde - operazioni di disinfestazione come quelle che sarebbero avvenute a Napoli. La gente deve star tranquilla: è molto molto difficile che il virus muti ancora in tempi brevi, ce lo dice - nota l'infettivologo - la logica: le possibilità che muti più di tre volte sono molto remote". Semmai, c'è da dire una cosa. "Bisogna centellinare al massimo i farmaci - avverte Le Foche -
usarli con molta prudenza". "Chi opera in ospedale, in una clinica medica o in un reparto di malattie infettive, sa bene che casi come quello di Napoli sono all'ordine del giorno e sa bene che si verificano anche con i virus stagionali perchè purtroppo per il soggetto ci sono condizioni critiche preesistenti già
di per sè gravi". Nel numero di ottobre di Aam Terranuova inchiesta sulla psicosi dell'influenza suina.